E ho detto :"Cacchio! Sembra una roba fatta da Seth Green. Ha lo stesso humor di Robot Chiken"
(se non sapete chi è Seth Green e cosa sia Robot Chiken, sparatevi... ma prima googolate)
Infatti dopo 5 minuti scopro che è una serie che vedrà la luce il prossimo anno, curata proprio da Seth Green.
Poi scopro che la serie sarò prodotta da... LUCASARTS!!!
Giubilio, erezioni varie e poi, dubbio: ma come cazzo avrà fatto quel nerd di Seth Green a convincere Lucas a creare una serie comica che prende per il culo Star Wars?
Non lo so, però mi rimango giubilio ed erezioni varie... e una piccola scimmia.
E 'ste altre clip:
(qualcosa sta cambiando nella forza... e Lucas si accoda a una moda che vede Star Wars come elemento pop e mainstream... non so se è evoluzione o involuzione...)
Questa è una recensione in ritardo. In ritardo in tutti i sensi, perché ho visto il film in anteprima il 14 febbraio e perché il 14 febbraio di quest'anno era la prima volta in assoluto che vedevo Titanic.
Come vi dicevo era il 14 febbraio, la festa degli innamorati, quindi scontato che io andassi a vedere il film con il mio amico Cirincione e la solita coppia di amici Mary e Roberto, che probabilmente partecipano a un programma segreto di riabilitazione per terzi incomodi.
Il film parte, mi metto gli occhialetti convinto che, anche senza aver mai visto il film per intero ormai ne conosca quasi ogni scena e di certo non mi possa stupire più di tanto. E invece...
E invece Titanic 3D stupisce, stupisce perché mi ricorda com'è fare i film con tanti soldi, fare le cose in grande. Perché mi ricorda quanto e bravo Cameron che riesce a tenerti incollato alla poltrona anche senza il T-1000. Stupisce perché il 3D è eccezionale. Con questa conversione di un vecchio film non nativo, Cameron fa la voce grossa per dire -3D it's mine bitches!-
Naturalmente ci sta pure Celine Dion e le battute ultra smielate, ma c'è anche una piena consapevolezza, superate le gelosie puberali, che Leonardo di Caprio sia davvero inumanamente bello e Kate Winslet, la madre ideale dei miei figli.
E c'è quella scena favolosa in cui Rose si aggira con la scure sulla testa in stile marine, e la luce va via e in sala senti il freddo dell'acqua gelata.
C'è la genialità di uno script che fa muovere i due personaggi attraverso la nave mostrandoci ogni fase del suo affondamento e la genialità dell'antefatto ai giorni nostri con la simulazione dell'affondamento al computer che fa da legenda allo spettatore.
E c'è il Titanic, che è grande, che è grande quanto Cameron e quanto il film, che ci ricorda i bei tempi del cinema grande; perché al Sundance e a letto potrete anche mentire a voi stessi, ma in fondo lo sapete anche voi... le dimensioni contano.