Visualizzazione post con etichetta Lunedì Botte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lunedì Botte. Mostra tutti i post

lunedì 14 gennaio 2013

Lunedì Botte - Kill Bill volume 1

Premessa

Ultimamente sono andato a vedere l'ultimo film di Tarantino, Django Unchained. Premetto che adoro il cinema di Tarantino. Una volta è quasi finita un'amicizia per colpa di un commento un po' troppo sulle righe riguardo a Death Proof. E un'altra volta a uno gli ho proprio menato perché aveva detto che Slevin Patto Criminale era meglio di Pulp Fiction.
Detto questo, sarete stupiti quanto me di sapere che Django mi ha lasciato abbastanza freddino. Erano giorni che cercavo di capire cosa fosse andato storto, perché le caratteristiche dei film di Tarantino c'erano tutte: i dialoghi brillanti, il tema della vendetta, il gigantesco e violentissimo scontro finale...
Poi sabato mi chiama Diego, che non può fare la recenzione per questo lunedì e mi chiede se voglio sostituirlo e io dico di sì. E poi mi sommergo di altri lavori e mi ricordo all'ultimo (tipo ieri notte alle due). Visto che era davvero tanto tardi, e non ho tempo di guardare un nuovo film, decido di mettere Kill Bill e scrivere il pezzo mentre guardo il film, che tanto lo so a memoria. Il mio proposito però si infrange contro la dura realtà a minuto 2 (e mi sono tenuto largo).
Perché Kill Bill è una di quelle rare pellicole che, quando capita per caso di intravederla su uno schermo, non puoi fare nient'altro che guardarla fino in fondo. Tipo le morbide Frugioi (scrittura corretta) a cui resistere non puoi. E il motivo e, che a differenza di Django, oltre alle mariuolate del Tarantino sceneggiatore, ci sta anche un sacco di regia, robe davvero belle da vedere, forse tante robe che non è bastata la 126esima visione e sarò costretto a farne un'altra prima della fine della recensione.

Fine premessa, inizio della recensione.

Se non sapete la storia di Kill Bill vuol dire che avete dieci anni e vostra madre non ve lo fa ancora vedere.
 Tutti gli altri: siete delle brutte persone. Dentro e fuori, che Lombroso mi pare che l'aveva scritta qualcosa su chi non vedeva i film di Tarantito e poi gli veniva la testa a pera e le sopracciglia da cattivo dei manga. 

Comunque per i cattivi di Lombroso, breve riassunto: Uma Thurman è la Sposa, anche detta Black Mamba, un'assassina addestrata nell'uso della katana e delle arti marziali. Fa parte di una squadra tipo le Charlie's Angels, ma con le palle. Non nel senso che sono uomini, sono sempre donne, ma molto più cazzute. Comunque il Charlie, della squadra di Black Mamba è Bill. Bill è innamorato di Black Mamba, ma lei, quando rimane incinta prova a fuggire a un prevedibile destino per un killer su commissione e Bill ci rimane un po' male. Ci rimane tanto male che la va atrvare mentre si sta sposando sotto falso nome con un altro e gli ammazza daventi l'uomo e poi le pianta un proiettile nella testa. Fine.
Ah no... dimenticavo. La Sposa non muore, ma rimane in coma. Quattro anni dopo si risveglia e inizia a cercare i membri della sua squadra e lo stesso Bill per ammazzarli uno a uno e vendicarsi.



Il film di Tarantino è un trionfo di omaggi e maniacalità portata all'ennessima potenza.
Nel film coesistono tre mondi: quello cinese delle arti marziali, quello giapponese della via della spada e il pulp di Tarantino americano al 50% e spaghetti western per l'altro 50.
Parte del film è stato girato negli studi degli Shaw Brothers, la casa di produzione cinese che ci ha regalato film eccezionali come la 36esima camera dello Shaolin. Anche la realizzazione degli effetti speciali si ispira alla cinematografia di arti marziali cinesi. Palloncini riempiti di sangue finto a ettolitri.
Non penso di dovervi spiegare che la tuta da motociclista gialla e nera è un palese omaggio a Bruce Lee, le maschere nere degli 88 folli sono simili a quella che indossava sempre Bruce Lee nel telefilm Green Hornet.

 
E si potrebbe continuare all'infinito in una marea di citazioni, ma la verità è che Kill Bill fa scuola a sè, riesce ad essere un film leggendario anche senza coglierne nessuna.

La scena finale, lo Show Down at House of Blue Leaves è probabilmente una delle scene di lotta più emozionanti e meglio dirette che mi sia mai capitato di vedere al cinema. Huma è di una bellezza imbarazzante e ha creato in me varie e strane fantasie sulle donne con una katana in mano che non è il caso di approfondire in questa sede. Solo quella grande scena di lotta è stata girata da Tarantino e la sua troupe in sei settimane.


Detto questo ci ritroviamo alla solita domanda: potrebbe Long Wei interpretare la parte di Uma in Kill Bill?
Battute a parte sulle parrucche bionde, Long Wei ha sicuramente la preparazione atletica per ricoprire il ruolo della/o Sposa/o e andrebbe a nozze con i richiami ai film di Kung Fu degli Shaw Brothers. Non so se, da buon cinese, accetterebbe di essere accostato alla cultura marziale giapponese, ma Long Wei è un attore serio, si calerebbe in parte comunque.

Kill Bill volume 1
Di: Quentin Tarantino
Con:Uma Thurman e Lucy Liu
USA 2003

Se lo cerchi, da Bloodbuster ce l'hanno!

Il prossimo appuntamento con Lunedì Botte è tra una settimana anora su: Birra e Darth Vader.

MM

lunedì 24 dicembre 2012

Lunedì Botte - Undisputed 2 e 3

Premessa: 

Una volta ho fatto vedere Undisputed a una mia ragazza.
Uno strano precedente mi ha convinto che, far vedere un film in cui due uomini si menano senza soluzione di continuità sul ring di una prigione, fosse una buona idea per impressionare una ragazza.
Lo strano precedente era un viaggio a Berlino in cui, in un raro momento di amore per la cultura alta, io e qualche mio amico, ce ne siamo andati a vedere l'opera.
L'arianna in Nasso di Strauss.
In tedesco, naturalmente.
I miei amici si sono addormentati, io, anche se avevo un posto dietro la colonna in stile Tonino Carino, ho adorato ogni secondo dello spettacolo.
Su questo precedente fondavo le mie speranze che Undisputed funzionasse con una ragazza.
Se io ero riuscito ad apprezzare l'opera, non era certo per le competenze tecniche che ho in fatto di musica lirica. Addirittura lo spettacolo era in un'altra lingua. Quindi, quello che mi aveva incantato quella sera, doveva essere stato, per forza di cose, la bellezza intrinseca del canto. La perfezione dell'Ariadne auf Naxos, mi colpiva nella versione più primitiva di comprensione della meraviglia artistica. Non la capivo, ma la amavo.
Secondo i miei piani Undisputed avrebbe dovuto avere lo stesso effetto su Giulia (dietro uno dei nomi più comuni della mia generazione, si nasconde l'identità della sfortunata).
Lo so, sarebbe bello dirvi che i calci di Michael J. White e Scott Adkins hanno convinto Giulia che il puro gesto atletico ha lo stesso valore del perfetto gorgheggio di un tenore. Ma il mondo è un brutto posto e il mio esperimento sociologico ha deragliato a minuto 35. Giulia non saprà mai come finiranno le avventure del Best Fighter in the World, ma voi sì, voi che seguite il Lunedì Botte, capirete tutta la poesia racchiusa in un pugno con le nocche sbucciate, la purezza di ogni calcio avvitato e di schizzo di sangue. Voi siete la nuova elite culturale. Quindi guardate Undisputed e poi.... poi dite a vostro cugino, quello con il dolcevita nero che tiene da tre anni aperto Le Anime Morte di Gogol sulla scrivania (sempre alla stessa pagina), che Adkins a Gogol gli spacca il culo quando vuole e che Undisputed è come Guernica. Con più calci.









Inizio recensione: 

La serie degli Undisputed inizia con un film diretto da Walter Hill con protagonisti Wesley Snipes e Ving Rhames (Marcelus Wallace per gli amici). Lo recensirei pure, ma il lunedì botte ha come suo centro il menare e, per quanto sia un bellissimo film, se le danno troppo poco per giustificare la sua annessione alla rubrica.

Gli altri due sono un'altra storia. Una storia che poggia le sue fondamenta, su solide basi di calci impossibili e trame altrettanto fantastiche (nel senso di: CHECCOSA?!).

Il secondo film della serie ha come protagonista Michael Jai White, che è il tipino tranquillo che potete vedere qui sotto in una clip presa da un'altro suo magnifico film, Bone and Blood.


Mi sono sempre stupito che riuscisse a muoversi con tutti quei muscoli addosso, ma poi fa l'impossibile e, non solo si muove, ma riesce a essere anche estremamente agile ed elegante. Sulla sua pagina potete trovare tutte le discipline di arti marziali in cui è specializzato e iniziare a temere di incontrarlo un giorno e, chessò, rovesciargli addosso il caffè.

In Undisputed 2, Michael interpreta un borioso campione di boxe, in viaggio per la Russia per girare degli orrendi spot pubblicitari. Verrà incastrato dalla polizia locale, che lo vuole costringere a lottare contro il campione della prigione: Yuri Boika, al secolo Scott Adkins, al secolo Best Fighter in the World. Per capirci quest'uomo è in grado di fare cosine così:


L'incontro tra i due fa esplodere le sinapsi di ogni uomo sanamente educato a pane e botte. Tutto è epico ed esagerato. Come l'uomo che insegna a Michael a usare i calci oltre ai pugni... che sta in sedia a rotelle. Immenso!
Adkins poi, dimostra che le leggi della fisica, non sono poi così rigide, e mette a segno colpi che pure in Mortal Kombat ci pensano su parecchio prima di decidere se sono plausibili.

L'arbitro improvvisamente comprende la sua profonda inutilità in uno scontro senza regole.

Il film è un film di cassetta, basso budget e nessuna velleità artistica, ma non è certo per guardare i tagli di luce e infinite carrellate senza stacchi che vi consiglio Undisputed 2. E' perché è uno dei film più maschi della storia, girato mettendo la telecamera dove deve stare, senza quei montaggi a centoventi all'ora che non ti fanno capire una beneamata.

Sembra sia il punto più alto raggiunto dal genere action dopo che Van Damme ha deciso di essere un attore vero.

Poi arriva il seguito, e il cinema di arti marziali trema, Adkins è il nuovo messia.

Protagonista il cattivo. Yuri Booooika, best fighter in the world.  Questa volta gli scontri sono organizzati in un grande torneo fra campioni dei carceri, in palio la libertà per il vincitore. Yuri, nello scontro finale del secondo film, si è beccato una frattura alla gamba e ora pulisce le fogne nella prigione dove tutti lo isannavano. Ma potete stare tranquilli. Nell'arco di dieci minuti si ta
Il redemption nel titolo è totalmente fuorviante, Yuri è il cagnaccio cattivo che abbiamo imparato ad amare, dall'inizio alla fine. Un personaggio negativo con il carisma di un Ivan Drago... ma un film su la rivincita morale di Ivan Drago?

Comunque c'è poco da dire su Undisputed 3 Redemption, a parte che, come dicevo nella premessa, è un film che regala, a livello viscerale, sensazioni simili a un opera d'arte (di menare).
Prima della domanda di rito vi lascio VEDERE quel che avrei difficoltà a spiegare e, se ancora non vi siete convinti a vedere Yuri dare calci volanti... allora forse vi meritate l'Opera. L'Opera e basta.















Ah, un'ultima cosa, se avete dubbi sul regista... sappiate che è quello a un metro da terra nella prossima foto. Isaac Florentine.


Domandone di rito: Potrebbe, Long Wei, interpretare il ruolo di protagonista nel film?
Vi avrei risposto che sia Chambers (Michael Jai White) che Boyka (Adkins) sono uomini un po' troppo maturi e cattivi per il nostro eroe di chinatown. Poi ho pensato alla faccia di Scott Adkins senza trucco...

Prima e...

...dopo la cura
...il cinema è davvero un mondo magico.

Undisputed II - Last man standing
Di: Isaac Florentine
Con: Michael Jai White e Scott Adkins
USA 2007

Undisputed III - Redemption
Di: Isaac Florentine
Con: Scott Adkins e Yuri Boyka
USA 2010


MM