Visualizzazione post con etichetta Nerd. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nerd. Mostra tutti i post
giovedì 27 giugno 2013
I 5 peggiori Villain della storia del cinema
E' estate. E' la mia scusa ufficiale per scrivere di meno sul blog. Certo che poi mi dispiace vedere sempre meno accessi, ma se non posto nulla avete decisamente pochi motivi di aprire B&DV. La soluzione perfetta a questo dilemma sono le classifiche:
1) Ne esistono di qualunque cosa e quindi offrono un materiale di scrittura virtualmente infinito.
2) Dimostrano che ne sai a pacchi, anche perché tutti pensano che, quelle dieci posizioni, siano il risultato del vaglio di infinite altre possibilità (mentre di solito stai le ore a capire che cavolo mettere in nona posizione che non ti viene in mente nulla di niente).
3) Ti fanno sentire decisamente superiore, ma anche democratico. Magari scrivi pure che non sono proprio in ordine, ma costituiscono tutte una prima posizione (quanto sono buono eh).
4) Se sono classifiche al negativo, ti puoi divertire davvero un casino a fare l'arrogantello infilandoci a sorpresa una roba che tutti considerano invece bellissima (o mettendola proprio come immagine d'apertura) . In certi casi mi viene in mente sempre la scena di Io e Annie con Woody Allen che tira fuori il regista da dietro il cartellone pubblicitario per smerdare il solito critico da coda al supermercato.
5) E ora che ci metto in quinta posizione...
Il mio problema però è che le classifiche sembrano una robetta da nulla, ma sono lunghe e devi cercare le foto e 10 posizioni sembrano poche, ma sono un frego.
Dovevamo trovare una soluzione (che non comportasse l'ingerimento di superalcolici, prima di guidare un biplano alla ricerca di anfore disperse in mare).
5 posizioni. 5 posizioni giustificate nel loro numero da Nick Hornby e le sue Top Five in Alta Fedeltà. E ora venitemi a dire che sono pigro. E' evidentemente una scelta stilistica...
Comunque se vi siete rotti pesantemente delle classifiche estive NON cliccate qui sotto per vedere i 5 peggiori cattivi del cinema.
lunedì 3 giugno 2013
NUOOO! Hanno chiuso Freaks and Geeks
Ok sono un pochino in ritardo. Tredici anni in ritardo. La verità però è che era Freaks nad Geeks ad essere in anticipo di 13 anni. Nel 2000 appare questa serie teen favolosa: retrò, vintage e con nostalgica verso gli anni 80 in una maniera incredibile. Il paradiso degli hipster. Solo che a quel tempo gli hipster non c'erano, non erano pronti, forse neanche degni e forse e stato meglio così, Freaks and Geeks non doveva avere successo; come i suoi protagonisti, sfigati e strambi, doveva fallire e, anche grazie al suo stesso fallimento, diventare il simbolo degli emarginati che voleva rappresentare.
La ricetta dell'insuccesso di Freaks and Geeks risiede in un cast clamoroso di attori giovanissimi, eccezionalmente bravi e soprattutto davvero geek-looking... e moh non rompete perché uso un termine inglese a cavolo. Tranquilli, l'ho inventato. Vale.
Comunque, dicevamo... mega cast:
Sulla sinistra i Freak: riconoscere James Franco bambino nella parte del ribelle e annaioato Daniel Desario, e poi c'è Marshall (ormai per me Jason Seagel è Marshall anche quando va a prendere il giornale ) che interpreta questo tenerissimo e impacciatissimo appassionato rocker che non è ribelle neanche un po'.
Ma è a destra, tra i Geek, che il casting ha fatto faville; infatti Sam e i suoi amici Neal e Bill, sono il vero cuore della serie, i veri sfigati.
La caratteristica principale che fa di Freaks and Geeks una serie perdente (ma perdente in una maniera tanto pura da essere uno spettacolo) è proprio che i suoi protagonisti non hanno mai la loro rivalsa. Se sei geek rimani geek. Alla fine dell'episodio non limoni con la cheerleader, alla fine dell'episodio il bullo della scuola ti mena di brutto, ma non importa perché è uscito il manuale di D&D Dei e Divinità e quindi... who "give a damn about reputation!" (come strilla Joan Jett nella sigla iniziale).
Freaks and Geeks era ed è un inno ai perdenti e riusciva ad esserlo in maniera totalmente sincera, fosse uscita oggi sarebbe stata un successo, ma sarebbe anche stata finta come le tette di Pamela.
[SPOILER]
Un piccolo esempio della grandezza della serie, e della bravura di Paul Feig alla sceneggiatura: Sam, il piccoletto con la polo nel gruppo dei Geek, riesce a uscire con una cheerleader (smettetela di vociare, lo so che ho detto che non c'è redenzione eccetra e avevo ragione: ascoltate), Sam esce con una bellissima cheerleader, la bacia entra nel gruppo dei fighi. Poi però si accorge di una cosa: essere fighi è noiosissimo, alle cheerleader non piace star wars, nè l'Atari nè i giochi di ruolo, quindi Sam fa una cosa fuori dal mondo: la molla.
Freaks and Geeks insegnava alla nostra generazione che si poteva essere sfigati, che era una cosa normale di cui non ci si doveva vergognare, anzi che c'era una certa nobiltà nell'esserlo. Pecato non essercelo meritato, peccato non sia durato neanche l'intera prima stagione.
MM
P.S.
Judd Apatow era l'executive producer della serie, ha anche scritto un episodio... mi fa un po' incazzare quando i miei amici che hanno studiato cinema all'università parlano di Judd con la puzza sotto al naso, secondo la mia opinione di geek, Apatow è un cazzo di autore e un'executive della madonna, guardate Girls e poi tornate a riferire.
domenica 8 luglio 2012
Le tette di Sara
Ormai ha un sapore retrò, ma io e Carlo l'avevamo scritta al momento giusto, poi si sono allungati un pochino troppo i tempi e allora sti cavoli, ve la posto qui. Carlo Alberto Fiaschi è il disegnatore, me medesimo lo scenaggiatore, e i personaggi, sono i protagonisti dell'autoproduzione più costosa della storia... non avete ancora letto Nerd Uniti! ???
Allora siete delle persone davvero tanto brutte, ma siete ancora in tempo e potete ordinarlo a questa mail comics.villain@gmail.com oppure se siete di Roma comprarlo da Quattro Dita, Star Shop, Forbidden Planet, Galactus.
Comunque sappiate che se siete delle donne e pensate di somigliare alla nostra Sara (una diopositiva qui sotto) allora inviateci una foto del nostro fumetto fra le vostre tette e avrete il numero due in regalo e una cena con gli sceneggiatori.
Ah il fumetto l'ho scritto anche con Roberto Cirincione, ma non penso sia una notizia di grande interesse. Ora mi ammazza.
MM
Allora siete delle persone davvero tanto brutte, ma siete ancora in tempo e potete ordinarlo a questa mail comics.villain@gmail.com oppure se siete di Roma comprarlo da Quattro Dita, Star Shop, Forbidden Planet, Galactus.
Comunque sappiate che se siete delle donne e pensate di somigliare alla nostra Sara (una diopositiva qui sotto) allora inviateci una foto del nostro fumetto fra le vostre tette e avrete il numero due in regalo e una cena con gli sceneggiatori.
| Oh magari qualcuna ci casca... |
Ah il fumetto l'ho scritto anche con Roberto Cirincione, ma non penso sia una notizia di grande interesse. Ora mi ammazza.
MM
venerdì 8 giugno 2012
La Gazetta del Nerd
Mi concedo un po' di spazio per segnalare news, articoli, cazzate varie che mi capitano per le mani e che sono poca roba per un pezzo (il che vuol dire che proprio non mi va di tradurle e copiarle pari pari facendole sembrare mie) oppure troppo lunghe e complesse per rendergli giustizia (il che succede ogni volta che l'articolo supera i due scroll di letturae a me mi pesa la mano a copiarlo tutto e farlo sembrare mio).
Il primo articolo tratto da Spinoff Online riguarda Bill Murray, che pare dovesse avere una parte nel primo Iron Man, ma che sembra essere uno difficile da trovare. Non ha un agente, ma si affida alla segreteria telefonica.
Il secondo articolo invece è tratto da CBR e si tratta di una lunga intervista a Rian Hughes, grafico e illustratoreautore del restyling della Valiant. La Vliant è una casa editrice americana che ha vissuto il suo periodo di gloria negli anni 90 e ora cerca di rilanciarsi sull'onda della fernesia da reboot. Ve ne parlerò a breve, ora godetevi un anteprima del lavoro di Hughes.
Il terzo articolo è sempre tratto da CBR e ci riporta una storiella bellissima sul recentemente defunto Ray Bradbury. Infatti sembra che all'inizio degli anni '50 William Gaines e Al Feldstein, abbiano letteralmente plagiato dei racconti di Bradbury per le loro riviste Weird Fantasy e The Haunt of Fear. Bradbury, che oltre a un magnifico scrittore, doveva essere un uomo di spirito, accortosi dell'accaduto, ha inviato una lettera alla casa editrice scrivendogli una breve nota che faceva più o meno così:
Solo una nota per ricordarvi, di inviarmi i cinquanta dollari a pagamento dei diritti d'autore per le storie The Rocket Man e Kaleidoscope, da poco apparse sulle vostre testate. Sono sicuro, che nella confusione del vostro ufficio, vi sarete inconsapevolmente dimenticati di spedirmi l'assegno, aspetto pazientemente il pagamento. Firmato: Ray Bradbury.
Naturalmente alla rivista si sbrigarono a far avere l'assegno a Bradbury e da allora in poi uscirono con lo strillone in copertina "Adattamenti ufficiali delle storie di Ray Bradbury".
Ora, spesso gli autori che tanto osanniamo scopriamo che sono, nel mondo reale, dei veri coglioni.
Non è il caso di Bradbury, sinceramente la sua morte mi ha molto rattristato, e scoprire che era un grande uomo oltre a un grande autore, aggiunge una strana intimità a questa tristezza.
Vi segnalo infine un po' di video vari ed eventuali, di videogiochi e film che terremo d'occhio per voi.
Un video in game di The Amazing Spider-man presentato all'E3. Sinceramente l'ho trovato davvero bello, e la lavorazione ancora non è completa quindi aspetto fiducioso, sarebbe ora che Batman, non fosse l'unico supereroe ad avere una trasposizione decente nei videogiochi.
Ralph Spacca tutto è il nuovo film della Disney, parla di un cattivo dei videogiochi che si scoccia di essere tale e salta di videogioco in video gioco per liberarsi? trovare un posto migliore?
Chissene, a me mi hanno convinto con la scena tipo alcolisti anonimi in cui si vedono pure Zangief e Mr. B.
Django Unchained è il nuovo film di Tarantino, e io mi sto ripetendo come un mantra: Tarantino non può fallire, Tarantino non può fallire!
Perchè questo primo trailer proprio non mi è piaciuto. Ma Tarantino non può fallire... vero?
Per questa settimana è tutto. A prresto miei piccoli Nerd!
MM
mercoledì 25 gennaio 2012
The Infinite: Robert Kirkman Vs. Rob Liefeld
![]() |
| I due Rob, come li ricorderemo. |
E’ più forte Rob Liefeld o quel panzone di Kirkman? Questo il quesito che, da qualche giorno, attanaglia i nerd di tutto il mondo, o almeno quella fetta di lettori che ama i fumetti più introspettivi e profondi, del tutto privi di sfondi ma altresì zeppi di esplosioni e denti digrignati (chiara metafora della deflagrante condizione di solitudine in cui versa la razza umana e del perenne conflitto interiore che anima le nostre esistenze).
Ma andiamo con ordine: Robert Kirkman, uno degli sceneggiatori a stelle e strisce più talentuosi della sua generazione, creatore di alcuni dei fumetti indipendenti più apprezzati dell’ultima decade, come The Walking Dead e Invincible, è sin dalla sua pacciocosa adolescenza un Image zombie.
Non solo lo stesso Kirkman lo ha ribadito più volte nel corso sue interviste, ma lo ha anche dimostrato con i fatti, risvegliando dal torpore fumettistico un certo Todd McFarlane (realizzando, assieme all’autore canadese, la serie Haunt, che ha l’indubbio merito di aver riportato al fumetto seriale il mai domo Greg Capullo), e prendendosi la briga di sceneggiare il crossover del secolo, quell’Image United mai portato a termine dai fondatori Image.
Ma Kirman non era ancora soddisfatto: come un provetto autore Image dei bei tempi anni andati, Kirkman non ha mai perso l’occasione per snocciolare tutto il suo rancore verso le due major - a ragione o meno, questo non ci interessa -, la Marvel e la DC Comics, fino a quando non è stato insignato dagli altri fondatori di un titolo coniato apposta per lui: quello di Image Partener. Con gli stessi privilegi, e lo stesso potere decisionale dei quattro fondatori Image rimasti sempre fedeli (o quasi) alla loro causa (Erik Larsen, Todd McFarlane, Jim Valentino e Marc Silvestri), Kirkman ha dato vita alla sua etichetta personale, la Skybound, cercando di coronare l’ultimo dei suoi sogni.
Realizzare una nuova sfavillante serie creator owned con il suo idolo di sempre.
Robert Liefeld.
Gli haters più incalliti hanno da subito guardato con un certo disfattismo l’avvento di The Infinite, serie supereroistica dalle forte venature action e fantascientifiche (fiero manifesto dei topos più classici della narrativia liefeldiana, come i viaggi nel tempo, le armature colossali e le armi di plastica), realizzata per l’appunto da Robert Kirkman ai testi e Rob Liefeld alle matite. La cosa più spassosa è che il tempo ha dato ragione agli haters, ma per i motivi più imprevedibili, roba che neanche i Maya dopo un festino a base di ecstasy e sacrifici umani avrebbero poutto predire.
Kirkman ha infatti rigettato le tavole definitive del quinto numero di The Infinite, bloccando l’uscita dell’albo in questione per più di un mese, perché...
T R O P P O P O C O A L L A L I E F E L D.
Esatto. Roba da non crederci: quello che è, a tutti gli effetti, uno dei disegnatori americani più amati ed odiati allo stesso tempo, ha visto le sue robe bocciate perché, per una volta, ha cercato di valorizzarle, affidandole ad un nuovo valente inchiostratore.
Ma, ancora una volta, procediamo con ordine. Qualche anno fa, la Marvel ha ripubblicato alcuni dei più celebri lavori di Liefeld nel presitigioso formato degli hardcovers, volumi dalla grande foliazione con cui Sylvester Stallone è solito allenare i tricipiti. Liefeld, nonostante tutto, è uno di noi, un nerd all’ultimo stadio che alla vista dei nuovi volumoni - con il suo nome impresso sulla costina - si è esaltato come pochi ed è rinato, trovando una nuova ragione di vita: tornare regolarmente al tavolo da disegno realizzando nuove profiliche run, in modo da poter riempire le librerie di casa con una moltidutine di nuovi volumazzi, tutti marchiati con il suo nome.
Liefeld ha quindi preso le redini di Deadpool Corps firmando una lunga run di dodici numeri, senza, contro ogni pronostico, mai bucare una consegna; poi, quasi contemporanemante, ha accettato la sfida di The Infinite ed è stato scelto dall’amico Jim Lee per essere uno degli autori del rilancio DC Comics, realizzando dapprima le matite, e poi anche i testi, di Hawnk & Dove (che ha rappresentato un po’ la chiusura del cerchio per il buon Rob, essendo il primo fumetto da lui realizzato in assoluto); in tempi più recenti e in barba alla fine del mondo, Liefeld ha annunciato il rilancio per il 2012 della Extreme Comics (esaltando i suoi fan, e spingendo al suicidio qualche detrattore), la sua etichetta personale, a cui ha fatto da apri pista il primo numero di Prophet (che poi è il #21, perché le nuove serie di Rob riprendono tutte le vecchie numerazioni), uscito mercoledì scorso negli store USA e in formato digitale; inoltre, dopo l’annunciata chiusura di Hawk & Dove, Liefeld ha iniziato a lavorare a tre nuove serie per la DC, due in veste di soggettista e co-sceneggiatore, Hawkman e Grifter, ed una, Deathstroke (personaggio da cui Liefeld prese l'ispirazione per Deadpool, una delle sue crezioni più celebri ed amate), come autore completo.
Nonostante i molteplici impegni, Liefeld non ha perso ancora un colpo e, a prescindere dalla qualità dei suoi lavori, sta comunque riuscendo a curare almeno due serie al mese, proprio come i suoi idoli del passato. E per farlo Rob ha utilizzato alcune delle tecniche più abusate tra gli artisti più profilici, come scrivere i soggetti dei suoi fumetti in chiesa (lo testimoniano alcuni suoi tweets risalenti alla scorsa estate) o chinare i propri albi in macchina.
Qualcosa, però, deve essere andato storto nel bel mezzo del processo creativo.
Intenzionalmente, o per mera mancanza di tempo, per il numero #5 di The Infinite Liefeld ha realizzato unicamente 6 tavole, limitandosi a disegnare dei layouts per le restanti 14, che sono state poi completate e chinate da un nuovo inker, un certo M.A.C.
La cosa ha mandato su tutte le furie Kirkman, apparentemente non per la qualità delle tavole in sé, ma perché, essendo un grande estimatore di Liefeld, Kirkman voleva a tutti i costi che il loro albo edito dalla sua etichetta, la Skybound, apparisse e fosse in tutto e per tutto alla Liefeld. Senza nessuna, fottuta, contaminazione. La vicenda è esplosa solo negli ultimi giorni e ad esporsi in mertio è stato unicamente Liefeld, dapprima tramite Twitter e poi intervenendo più nel dettaglio sul suo forum, pubblicando le seguenti immagini, e svelando qualche retroscena non proprio piacevole (tutti raccolti in questo esaustivo articolo pubblicato da Bleending Cool).
![]() |
| Come potete vedere, il risultato finale delle tavole in questione non era per niente sgradevole, anzi, avevano un look alla John Bryne niente male. |
Chi scrive, non ha intenzione di puntare il suo fucilazzo di plastica nè su Kirman nè su Liefeld, tutt’altro, il mio pensiero è che entrambi gli autori abbiano perso la partita, probabilmente per il troppo orgoglio.
Kirkman avrà avuto le sue ragioni per alterarsi, visto che Liefeld gli ha comunque cambiato le carte in tavola, ma Rob Liefeld, d’altro canto, ha sempre scelto i suoi collaboratori personalmente, da tempi ormai immemori, e questo vale sia per gli inker che per i coloristi.
Se Liefeld era davvero soddisfatto del suo lavoro (e non nascondeva un secondo fine, come trovare un pretesto per andarsene e lavorare unicamente per la DC e la sua Extreme Comics), Kirkman poteva anche procedere alla pubblicazione del quinto albo di The Infinite (in fondo, un fill in con un altro autore, o un autore di supporto, è prassi comune per mantenere la serialità), evitanto di lasciare i fan in asso per quasi due mesi (The Infinite #5 era prevesto per Dicembre), e chiedendo all’amico di tornare a fare tutto da solo o quasi nei numeri successivi (sin dai primi numeri di The Infinite, Liefeld è stato affiancato da dei collaboratori alle chine) e, magari, di rifare ‘ste famigerate 14 tavole del #5 numero in vista del futuro hardcover. Che, ormai, rischia di giungere sul mercato incompleto, senza chiudere il primo arco narrativo. Infrandendo i sogni più bagnati di Liefeld. E dello stesso Kirkman che, nel corso dell’estate, predicava che con The Infinite avrebbe contribuito a dare alla luce la più lunga run di Rob Liefeld di sempre (che a dimagrire e diventare come Batman faceva prima, ‘nsomma).
The Infinite, invece, chiuderà mestamente i battenti, ufficialmente per divergenze creative, regalando ai posteri un nuovo litigio sotto l’incazzoso vessillo Image.
A questo punto, anche il completamento della già citata miniserie Image United è in forte dubbio, non tanto perché il quarto numero (di sei) è in ritardo da più di un anno, eh, quest so' inezie (all’Image ne hanno sempre promesso il completamento; ciò significia che almeno i vostri figli ne potranno leggere l’epilogo), ma proprio per questa recente ed inaspettata rottura tra i due Rob più famosi dell’attuale Comicdom statunitense.
RC
Etichette:
Cirincione,
Fumetti,
Nerd,
Nerderie
venerdì 20 gennaio 2012
Fuori in 60 secondi
Mi spiace ma non parlerò del mio idolo personale Nick Cage in questo post, nè del metodo anticoncezionale denominato "salto della quaglia". Fuori in 60 secondi si riferisce al tempo che impiegherò per recensire ognuna delle premiere che mi sono sorbito in questi giorni. Per la prima volta da anni ho dovuto mettere in campo la mia dedizione da blogger per arrivare alla fine di quello che guardavo. Il limite di 60 secondi a recensione è dovuto, per preservare me e voi dalla noia mortale, ci penserò in chiusura a annoiarvi con banalissime constatazioni. Cronometri alla mano e... via!
House of Lies
Mi ha vividamente ricordato quello che mi ha detto la prima ragazza con cui sono andato a letto -Troppo presto!-I protagonisti della serie sono consulenti per grandi aziende, nel primo episodio aiutano una multinazionale che sta mettendo in strada un sacco di gente a mantenere i propri bonus aziendali e a uscirne anche come dei filantropi. La cattiveria insita nel prodotto potrebbe anche funzionare se verso la fine della puntata non si intuisse una sorta di pentimento nel protagonista. Prodotto da Show Time, House of Lies vorrebbe fare la figura del ragazzaccio ironizzando sulla crisi, ma come dicevo prima... troppo presto.
Nota per Riccardo: c'è Kristen Bell nella serie e il protagonista ci informa che ha il 99% di possibilità di farsela, il che significa per noi il 99% di possibilità di vederla nuda.
Work It
Serie targata ABC, comicità che puzza di vecchio come l'armadio di casa di mia nonna, Miss Doubtfire più volgare e decisamente meno divertente. Anche qui si parla di crisi e l'unico modo che hanno i due protagonisti per trovarsi un lavoro e fingersi donne. Peccato per l'esecuzione perché lo spunto non era male.(ho recuperato qualche secondo)
The FirmSerie tratta da John Grisham. Non sono un grande fan amo gli scrittori popolari americani, ma Grisham proprio non mi ha mai appassionato. La prima doppia puntata arriva a conclusione senza infamia e senza lode. Mi era venuto in mente un parallelo divertente fra Grisham e Matt Damon, ma sono in ritardo quindi passiamo a...
AlcatrazMi ero tenuto completamente all'oscuro della trama della serie nuova serie di J.J. Abrams, la mia speranza era non crearmi aspettative per non vedermele deluse come era successo con Person of interest il finale di Lost, il finale di Alias, il finale, l'inizio e il centro di Super8. Come però spesso accade, quando si prova a non pensare a qualcosa ho iniziato invece a fantasticare parecchio. E' così che sono finito a guardare la prima puntata di Alcatraz convinto che da un momento all'altro sarebbe spuntato fuori Clint Eastwood sporco di sabbia, con un cucchiaino in mano e la smorfia da duro in faccia.
Niente di tutto questo, anzi la protagonista femminile è una cagna senza fine e la storia porta il marchio di Abrams, un mistero misterioso, che sono certo diventerà più misterioso ad ogni puntata fin quando non spunterà un orso polare parlante che faceva il secondino ad Alcatraz.
Non so se a rendermi così cinico sia la mia assidua frequentazione di Recchioni o il fatto che sto divorando il romanzo di Ernest Cline Player One, ma non vedo difronte a noi uno splendente futuro dell'intrattenimento. La crisi del cinema americano si sta espandendo alla televisione che ottiene sempre più soldi, ma perde la capacità di arrangiarsi con uno studio di posa e quattro attori. Penso che le carenze più gravi siano in una scrittura ossessionata a tal punto dai successi degli anni 80-90 da non riuscire a trovare una propria identità e, nello stesso momento, incapace anche di ricreare quelle atmosfere, quei ritmi, quei personaggi che hanno influenzato almeno tre generazioni di nerd. Ho paura che la cultura Pop (madonna che schifo sto termine) sia così ossessionata dai suoi precedenti fasti che ora stia diventando una specie di Impero Romano. Concentrata a tal punto dalla riscoperta filologica del proprio passato da perdere di vista la produzione di cose nuove. Una flebile speranza risiede nelle invasioni barbariche, se gli americani diventano sterili ci sarà sempre qualcuno pronto a fargli le scarpe e a inserirsi prepotentemente sul mercato. Ma la caduta di un impero è lenta e comunque, per noi italiani, in questo tempo storico, non c'è nessuna speranza... siamo destinati a fare gli spettatori.
MM
giovedì 19 gennaio 2012
Le idi di Marzo e Spider-man XXX
Dopo giorni di - Michele a te che ti piace il cinema e hai pure quel blog che ci dici sempre di leggere, ma noi col cavolo che lo famo, devi vedere assolutamente le idi di marzo!- o anche - Michele, le idi di marzo è un thriller politico favoloso, uno spaccato della società moderna e del suo sistema politico corrotto che mette in luce le brutture della...- e ancora - Michele se non vedi le idi di marzo non vengo più a letto con te!- mi sono finalmente deciso a vedere il film.
Ora come potrete facilmente intuire il commento che più mi ha colpito e che mi ha fatto decidere di l'ultima pellicola di Clooney è stato senz'altro quello sullo spaccato e la società politica ecc...
Quindi mi sono rivestito in tutta fretta e sono andato a vedere il film al cinema, perché é illegare scaricare i film, anche se ormai il cinema costa un occhio e i doppiatori italiani sembrano tutti preadolescenti in piena crisi ormonale.
George Clooney ha diretto confessioni di una mente pericolosa, un bel film, good night and good luck un film bello, ma un po' lento, in amore niente regole, un film molto divertente e infine la sua ultima prova, il film di cui parla questa recensione. L'unico problema è che le idi di marzo è così noioso che a un certo punto in "sala" hanno iniziato a proiettare anche Spider-Man XXX. All'inizio il "macchinista" teneva l'audio del porno abbassato e quello del film alzato, poi Ryan Goslin ha rifatto una delle sue faccette da attore indipendente alla camera, seguita dal sorriso sornione di George e allora e stato troppo anche per il "macchinista" che ha staccato l'audio al film impegnato per farci sentire i lamenti della miglior Gwen Stacy mai apparsa sugli schermi.
![]() |
| Bryce Dallas Howard puppami la fava |
![]() |
| A Bryce Dallas Howard gli piacerebbe un sacco pupparmi la fava |
![]() |
| Electro! |
![]() |
| Gwen e Mj un sogno divenuto realtà |
MM
lunedì 16 gennaio 2012
Lan party
Sabato sera, due Xbox, due copie di Call of Duty, una scorta di sigarette, ma soprattutto forte critica sulla sfida tra PC e Console. I presenti si scambiano qualche aneddoto su quando si facevano le Lan con dieci pc e qualcosa non funzionava. Perché, se ti avventuri nella landa deserta e inospitale di windows per giocare online, possono succedere parecchie cose spiacevoli:
1) Il portatile del tuo migliore amico non regge la grafica del gioco, tu l'avevi avvertito che doveva portare il fisso, ma lui non ti ha dato ascolto e ora tu sei costretto a "fare a turno" e non ti scaldi, non prendi il ritmo e i tuoi amici iniziano a considerarti un peso per la "squadra".
2) Attacchi tutte le prese di dieci pc, un groviglio di cavi che in confronto il nodo di gordio gli fa un baffo, e scopri che ti manca un adattatore simens... alle 2 di notte (hai iniziato a montare tutto alle otto) i ferramenta tendono a essere chiusi.
3) Erroe px001, veloce giro di forum alla ricerca del significato, nessuno ne conosce la natura, tutti sanno che il fortunato vincitore del pop-up passerà la serata a leggere una pila di Donna Moderna della madre di chi ospita la Lan.
4) Reboot del sistema, due ore di aggiornamenti windows, aggiornamento della directx, dei driver della scheda video, forcine inserite nella porta usb difettosa... ma comunque non giocherai stasera.
5) Non giochi perché l'ha deciso il Dio della schermata blu, stacci, lui ha un pc da un milione di euro e dieci hacker laureati ad Harvard che hanno come unico scopo nella vita rompere i coglioni a un giocatore a caso una volta al giorno.
6) Il tuo amico che beve parecchio vomita sul nodo di gordio e fa saltare gli alimentatori di dieci computer tranne quello del tuo amico con il portatile, che tanto la scheda grafica non era potente abbastanza e quindi se ne stava in un angolo a giocare a solitario.
Dopo questa lista di avvenimenti, tutti plausibili e molti iscritti nella categoria "true story" (l'amico che vomita compreso), l'idea di attaccare due cavi due alla console e giocare tranquillamente online con altra gente a casa propria con il microfono alle orecchie, devo dire che attira abbastanza. Certo si rinuncia a qualche poligono in più, al vecchio e fedele muose+tastiera, alle rubriche di Donna Moderna, ma in compenso si gioca per 6 ore filate, ti godi le partite su un megaschermo da 52 pollici e non ti becchi neanche un mezzo esaurimento nervoso.
L'arretratezza delle procedure da Pc è stata palese l'altro giorno, mentre si giocava come matti a MW3 e lo si prendeva in giro per l'arretratezza della grafica, un nostro amico installava una copia del meraviglioso Battlefield3 su pc. Dopo aver autenticato la copia su internet, fatto partire l'intallazione, creato un profilo su Origin, scoperto che aveva già un profilo, richiesto una nuova password, risposto alla mail di conferma, inserito il cd2, riavviato il pc, avviata la ricerca delle partite, noi eravamo già tutti a livello 15 ci eravamo divertiti come pazzi e ci eravamo dimenticati i poligoni grossi come mattoni di MW3 per Xbox.
Mi sono sempre considerato un purista, ho sempre preferito lo wasd all'analogico, i monitor ai televisori, gli hardcore game ai casual, ma la verità e che più invecchio (ahahahah) più ho voglia di semplicità e di immediatezza.
Penso sia come la prostata per gli anziani: passi una vita a fare la gara a chi piscia più lontano, a scopare come non ci fosse un domani, a consumarti gli occhi sul porno e poi ti ritrovi a sessant'anni a desiderare solo di poterla fare senza aspettare un'ora con i calzoni alle ginocchia.
MM
domenica 6 novembre 2011
NERD vs GEEK
E' domenica e sarebbe cattivo da parte vostra aspettarvi un post del tutto originale.
Ecco perché, senza vergogna, mi rigioco un vecchio post di un mio vecchio blog.
Si parla di etimologia delle parole nerd e geek, dell'uso inappropriato della prima e delle differenze che caratterizzano i due diversi tipi di soggetti che possono essere etichettati in questi due modi.
Buona lettura e buona domenica!
NERD
Il vocabolario Ragazzini dice per nerd: una nullità, uno zero. Individuo imbranato, goffo, scialbo. Fanatico, fissato.
L'origine della parola non è del tutto chiara. Negli anni sessanta il filosofo Timothy Fuller usò la parola nerd per definire una persona intelligente ma socialmente incapace.
Ma l'origine è più antica. C'è chi la individua nel nome di uno strano animale che compare nel libro If I Ran the Zoo del Dr. Seuss. Ancora più interessante la possibilità che derivi dal nome dell'azienda Northern Electric Research and Development i cui dipendenti avevano un pocket protector (oggetto da tasca della camicia per evitare che l'inchiostro delle penne la sporchino) con sopra l'acronimo dell'azienda N.E.R.D.
Ma trovare l'origine di un termine che nasce lentamente e "dal basso" è difficile se non impossibile e rimaniamo nel campo delle teorie.
Piuttosto è interessare vedere l'accezione che tale termine ha assunto. Dal Ragazzini sopra citato prenderei per buoni solo due aggettivi: goffo e fissato. Il nerd è quella persona fissata con le materie scientifiche, esperto di informatica ma socialmente problematico. C'è addirittura chi affianca il nerd alla sindrome di Asperger. Un po' esagerato forse, ma è tanto per rendere l'idea. In americano la parola è usata principalmente come dispregiativo. Dai '90 in poi è iniziata una rivalsa dei nerd e la parola è usata anche positivamente per definire qualcuno veramente capace nel suo campo (per lo più scientifico). Però diciamolo, a dare questo accento alla parola sono unicamente gli stessi nerd.
In Italiano la cosa è diversa. Per noi il termine è molto settoriale, e per lo più positivo. Lo usiamo solo noi nerd e ce lo diciamo simpaticamente. In questi tempi, che potremmo quasi definire "generazione Big Bang Theory", essere dei nerd non è più quella roba sfigata che era un tempo ma è divenuta tendenza alla moda. Basti vedere come si vestono gli hipster.
GEEK
Il Ragazzini dice: Tipo bizzarro. Tipo introverso, goffo, imbranato. Secchione. Fanatico.
Che dite? Sono le stesse definizioni di nerd? eh si, il Ragazzini non c'ha capito niente. Ma andiamo con ordine.
Etimologia della parola da Wikipedia: "La parola geek viene fatta risalire al termine dialettale inglese geck (sciocco), a sua volta tratto dal Basso Tedesco Geck. Nel XIX secolo il termine indicava una persona che inghiottiva animali vivi, insetti, etc., come forma di spettacolonell'ambito di fiere..."
Fondamentalmente il geek è più orientato verso l'informatica e le nuove tecnologie e, cosa più importante è socialmente attivo. E' proprio questa caratteristica sociale a diversificarlo dal nerd. Di base vivono ambedue nella stessa sfera culturale: scienze, informatica, sci-fi, fantasy, gdr, mmporg, fumetti, serie tv etc... ma il geek riesce a ritagliarsi uno spazio di vita sociale al contrario del nerd che vive i suoi interessi in maniera solitaria e, forse, più maniacale.
Cercando nell'interessante vocabolario on-line Urban Dictionary ho trovato tra le varie cose questo semplice quanto efficace schema:
................. Technical ...... Social
Title ............ Skills .......... Skills
---------- ---------------- ------------
Normie ......... No ............. Yes
Geek ............ Yes ............. Yes
Nerd ............ Yes ............. No
Dork ............. No .............. No
Title ............ Skills .......... Skills
---------- ---------------- ------------
Normie ......... No ............. Yes
Geek ............ Yes ............. Yes
Nerd ............ Yes ............. No
Dork ............. No .............. No
(Normie sono le persone "normali" e i Dork i veri e propri cretini)
Se dovessi proprio scegliere un termine italiano per definire il nerd userei secchione. Invece per geek userei fan o fanatico (fanzinaro, si diceva una volta). Il discorso è che nella stessa lingua anglosassone hanno diverse accezioni a seconda del contesto. Possono anche essere affiancate ad altre parole che gli donano un significato diverso o più specifico.
La conclusione è che usiamo la parola nerd in maniera generica e raramente con il significato negativo (ovvero di sfigato) che ha in originale. Geek sarebbe il termine più adatto ma è ancora più ricercato di quanto non lo sia nerd.
Vi lascio con una infografica abbastanza esplicativa.
RT
Iscriviti a:
Post (Atom)


















