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mercoledì 21 gennaio 2015

Kingsman: The secret Service [Anteprima]


L'altro giorno scrivevo che Agent Crater, la nuova serie Tv Marvel, mi aveva stupito. Succede raramente considerato quante informazioni riceviamo sui film prima della loro uscita. Quando mi sono seduto in sala insieme a alcuni dei membri de "Lo Studio in Rosso", per assistere all'anteprima di Kingsman: Secret service, non sapevo davvero cosa aspettarmi.

FLASHFORWARD:
Usciamo dalla sala con l'adrenalina che pompa nelle vene, una voglia incredibile di vedere, subito, il seguito del film e l'idea di cambiare il nome dello studio in "Kingsmen".

FINE FLASHFORWARD:
Il mio me, ignaro di quello che gli sta per succedere, si siede sulle poltrone dell'Adriano, in una saletta in cui, noi dello Studio in Rosso, eravamo la metà dei partecipanti alla proiezione.
Ripasso quello che so del film, cioè che è tratto da una serie di Mark Millar che mi è piaciuta, ma non mi ha certo cambiato la vita, anche se Mark è uno dei miei sceneggiatori di fumetti preferiti, che il regista è Matthew Vaughn che ha diretto il primo Kick Ass, che mi è piaciuto parecchio e il primo film del nuovo corso degli X-men, che mi stupì parecchio: Vaughn sembra destinato a stupirmi in sala.

Poi partono dei titoli di testa fracassoni e pacchiani, io e Mauro Uzzeo storciamo il naso e ci ripetiamo che un film americano su un fumetto che era l'essenza dello spirito british, non può funzionare.

E invece ci bastano quindici minuti per lasciarci alle spalle i nostri dubbi. Perché con Secret Service Vaughn riesce in un numero da equilibrista: Kingsman è  il corrispettivo filmico della figlia di un aristocratico inglese, con un'accento perfetto e un visino angelico, a cui però piacciono i tatuaggi da battona, le gare di mostertrack e il sesso anale.
Uscendo dalla colorita similitudine, il film continua a gridare il suo infinito amore per Bond per poi trollarti un attimo dopo.



La storia è un evidente pretesto per riproporre l'agente doppio zero, i Kingsmen sono una società di agenti segreti al servizio della corona, con i nomi in codice che richiamano i dodici cavalieri della tavola rotonda.
Alla morte di Lancelot, uno degli agenti in servizio, tutti i membri in vita, propongono un loro candidato come rimpiazzo. Colin Firth finisce per candidare Eggsy, un ragazzetto di periferia sboccato e rozzo che stona con il rigore e la classe degli appartenenti alla società segreta. Inizierà così un durissimo addestramento e la sua trasformazione in un perfetto (?) agente di sua maestà. Commovente il rapporto tra mentore e allievo, con un giovanissimo Taron Egerton in grado di tener testa a Firth, in grado di fare da perfetto contrappunto alla sua compostezza con delle faccette da paraculo da oscar.



Come in ogni Bond che si rispetti, in Secret Service, non manca un villain sui generis, interpretato da Samuel L. Jackson. Il miliardario Valentine ha la zeppola, un'infinita serie di cappellini da baseball messi di traverso e il piano di dominazione del mondo più stupido della storia; sembra uscito da Austin Powers, mai poi è anche capace di gelarti il sangue ammazzando a sangue freddo [NOME OMESSO PER EVITARE SPOILER] per poi, continuando il saliscendi emozionale, rimanere orribilmente scandalizzato dalla violenza del suo gesto.


FINE FLASHBACK, O RITORNO AL PRECEDENTE FLASHFORWARD

Usciti dal cinema, dopo due ore di azione, l'unico pensiero negativo sul film è che Vaughn aveva già girato i primi capitoli di X-men e di Kickass, per poi veder buttato tutto in vacca da due seguiti di incommensurabile bruttezza, spero davvero che non tocchi lo stesso destino a Secret Service.



Chiudo con un avvertimento: il film perde davvero tanto per colpa della traduzione, considerato che l'accento di ogni personaggio è una sua caratteristica fondamentale e distintiva. A voi giudicare guardando il trailer italiano e quello inglese.





martedì 17 dicembre 2013

I sogni segreti di Walter Mitty


Copio e incollo la trama dal sito di Repubblica, che scrivere i riassunti è una noia mortale!

Walter Mitty è un moderno sognatore, un comune editor fotografico di un magazine che compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo. Ma quando Mitty e la sua collega, della quale è segretamente innamorato, rischiano di perdere il lavoro, Walter è costretto a compiere l'inimmaginabile: passare veramente all'azione - partendo per un viaggio intorno al mondo più straordinario di quanto avrebbe potuto mai sognare.

Guardatevi anche il trailer:

Walter Mitty, dopo la sua redenzione e la sua ascesa a uomo-con-la-barba-che-viaggia, viene definito da un suo nuovo amico nella maniera più adatta a definire il film: -Sembra che Indiana Jones abbia deciso di diventare il leader degli Strokes- ed effettivamente è un po' l'impressione che da anche Ben Stiller alle prese con una storia fuori dalle sue corde. Il film è un ode all'analogico contro il digitale; basta pensare al fallito tentativo di approccio che Mitty tenta, nei confronti della sua collega, grazie al sito di incontri o al semplice fatto che la sua mansione a Life è il manager dell'archivio negativi. Le critiche si sono quindi sperticate nel definire il film una stroncatura ai nuovi media e social network in favore dell'esperienza reale, dell'avvicinarsi davvero alla gente e ai luoghi dell'umanità; ma la cosa che sfugge alla critica è che, il linguaggio visivo di tutto il film, è invece quanto di più vicino alla cultura di quei media. A iniziare da una fotografia che è evidentemente figlia di istagram, desaturata quanto nell'effetto vintage sui vostri iphone, per continuare con le inquadrature a picco sulla folla in uscita dal lavoro e i titoli di testa (bellissimi) incorporati nell'immagine. E la parte più riuscita del film è proprio quest'aspetto visivo minimalista, grafico... hipster. La storia è esile, dai risultati prevedibili (non è un giallo quindi pure sticazzi), ma soprattutto un tantinello troppo smielata nel finale. Ma nel complesso ci si può stare, basta non andare al cinema convinti di vedere un film di Wes Anderson o di Edgar Wright, per non rimanere delusi dal film di Ben Stiller. Dopo tutto esce a natale ed è una favola, un'iperbole di buoni sentimenti, ci possiamo anche concedere una sospensione del nostro cinismo moderno per un paio di ore, no?

MM

p.s.
Il trailer e il materiale propagandistico sono tutte cose bellissime, beccatevi le variant del poster!








domenica 15 dicembre 2013

Edge of Tomorrow



E finalmente esce il trailer del film di Gears!
Ah no.



Ora che siete gasati con me, qualche nota a piè di pagina.

1- A Tom le faccette funzionano ancora benissimo.
2- La regia è di Dog Liman, che ha diretto Jumper, ma anche The Bourn Identity.
3- Tom era l'unico attore che al momento potesse indossare quell'armatura sgraziata e tozza e bruttina, continuando a sembrare un figo.
4- Il racconto da cui è tratto Edge of Tomorrow, si intitola All you need is Kill, titolo altamente più tamarro di quello prescelto, ma alla fine deve passare ancora al vaglio della consulta di babbuini che traduce i titoli in Italia, quindi c'è ampio margine di peggioramento: Il bordo del domani è la mia umile proposta, ma anche Ricomincio da capo 2, non sarebbe male!
5- Per quanto il trailer sia maranzo al punto giusto, la lista infinita di sceneggiatori (Steve KlovesTim Kring,Christopher McQuarrieAlex KurtzmanRoberto OrciDante HarperJoby HaroldJez Butterworth) e il fatto che abbiano dovuto girare, a riprese finite, delle scene aggiuntive, non è che sia proprio una bella notizia per quanto riguarda la coerenza della storia, ma vabbè, Tom indossa sto casco qui:



Considerate tutte le buone motivazioni per cui andare a vedere il film, quelle negative vengono spazzate via dal fatto che c'è Emily Blunt in canotta che fa le flessioni, no... dico sul serio... lo andrò a vedere per quello.



MM

sabato 14 dicembre 2013

I Sogni Segreti di Walter Mitty


Mi piacciono le commedie romantiche. Ormai lo sapete, se seguite il mio blog, che sono un tenerone. Lunedì vado a vedere questo in anteprima e ve ne parlo, ma un po' Ben Stiller mi ha già conquistato. Mi sa che Stefano Simeone, il mio coinquilino dall'animo hipster, mi ha contagiato!


P.S.
Poi qualcuno mi spiega perché non hanno tradotto letteralmente il titolo originale: The secret Life of Walter Mitty...

MM

martedì 10 dicembre 2013

The Monuments Men


E' un film, tratto da una storia vera, con una trama pressoché geniale e con un cast che sembra fatto da un gruppo di fan, ora inizierò a rompere le palle pesantemente per andare a vederlo in anteprima, voi nel frattempo godetevi il trailer.


MM

giovedì 31 ottobre 2013

THOR - The Dark World [rece]



Mi siedo nel cinema accanto a Mauro Uzzeo, con il quale  inizio una piacevole discussione circa la teoria "i secondi tempi dei film Marvel fanno cacare". I motivi per questo deficit, manco fosse ormai diventato un marchio di fabbrica, sono  molteplici. Riassumiamoli tutti con la semplice giustificazione che scrivere il terzo atto di un film è la parte più difficile e solitamente lo sceneggiatore di turno mette una toppa con un guzzantiano/gezziano "famo un terzo atto di menare". Per carità, in un film di supermenare ci sta anche bene, ma fatico a ricordarmi un finale epico, emozionante, coinvolgente, sbalorditivo, originale in uno dei film Marvel. (Iron Man 3 non fa fede... che non è un film di supereroi...)
Sono tutti una inesorabile parabola discendente.
Ma lo spettacolo inizia ed io e Mauro veniamo interrotti dalle pagine dei fumetti Marvel che scorrono sullo schermo a rivelare il logo della casa editrice ameriganza.

Circa due ore dopo, quando le luci si riaccenderanno, io e Mauro ci guarderemo colmi di vergogna. La Marvel ci avrà smentito su tutta la linea.

Sia chiaro, nel secondo tempo di Thor - The Dark World, il nostro biondo asgardiano mena si come un fabbro, ma con classe.

Ma andiamo con ordine.

Gli elfi oscuri stile Teletubbies

Il film si apre con uno spiegone alla Signore Degli Anelli, con elfi oscuri che si menano con gusto con le forze del bene, in cui ci viene presentato un cattivo utile quanto un semaforo su una rotatoria e dallo spessore di un foglio di carta riciclata. Lo sopporti per tutto il film solo perché è il motivo scatenante degli eventi. Non dico che mi devi presentare ogni volta un Darth Vader, ma almeno provaci sarebbe degno di nota. Un cattivo che agisce da cattivo con la sola giustificazione di essere cattivo non regge, non ha mai retto e mai reggerà.
Ma in fondo non è lui il fulcro del film, e ci sono altri personaggi su cui la storia vuol fare girare le sue trame.

Dopo questo preambolo, in cui non sei ancora abbastanza caldo per dedicarti allo sport del "ma che caz...?" e che perciò ti godi con disilluso piacere, il film si proietta in un oretta di mediocrissimo cinema inerpicandosi tra spiegoni inutili e reiterati più e più volte (manco lo spettatore fosse un povero idiota); cliché in cui il cattivo si fa catturare per colpire dall'interno; buchi di trama e forzature in nome di un apparente fluidità (ma che se ti fermi un attimo a riflettere nulla ha davvero senso). Insomma un discreto e noioso WTF?

Nel film gli mettono gli occhiali da nerd, un cappello e gli coprono le tette... ma non basta a renderla meno figa della Portman...


Si salva qualcosa in questa prima metà? Si, i primissimi minuti (perché ancora non sei saturo di spiegoni), alcune scene comiche che vertono tutte sui personaggi terrestri (con una Portman quasi messa in ombra da Kat Dennings, nonostante non mostri le tette) e un design di ambientazioni e mezzi davvero fico (quando non sono scopiazzate da Giger).

Poi avviene il miracolo.

Entra in scena Loki.

Ecco il protagonista del film...

E tutti (regista, sceneggiatore, fotografo, reparto cgi...) decidono che fino ad adesso hanno girato na mezza schifezza ma c'è tempo per la redenzione. C'è tempo per dare al mondo un film Marvel con un secondo tempo non solo migliore del primo, ma migliore di quasi tutto ciò che la casa delle idea abbia prodotto fino ad oggi.

E tutto diventa bello.
Lo script tedioso diventa improvvisamente ispirato e divertente, dando un senso a quasi tutto ciò che ha messo in gioco nella prima parte. Snocciola il rapporto tra Thor e Loki, approfondendo il personaggio del fratello cattivo con le sue ambiguità tra pentimento e vendetta, rendendolo per una buona parte il vero protagonista del film.
Il regista decide che è arrivato il momento di divertirsi e mette in piedi un combattimento finale originale e imprevedibile, sfruttando un elemento della trama traballante ma giocandoci con grande sapienza.
La comicità è irresistibile e per un attimo sembra di star guardando un film scritto da Steven Moffat o Edgar Wright.

Il secondo tempo di Thor - The Dark World è la meglio roba girata dalla Marvel.

Rimane il grande rimpianto che non sia così anche per la prima parte. Fosse stato il contrario ci saremmo trovati davanti al miglior film sui supereroi di questo nuovo corso.

Lo consiglio? Vivamente, perché la pazienza con cui affronterete la prima ora sarà ampiamente ripagata dalla seconda!


RT


p.s. Si, c'è il finale dopo i titoli. Anzi ce ne sono due. Uno dopo i titoli di coda artistici dove si svela parte di trama futura e viene introdotto un nuovo personaggio (che sembra uscito fuori da una puntata del Doctor Who). L'altro dopo i titoli di coda veri e propri che chiude un paio di cose lasciate aperte durante il film. Da vedere.


Thor che omaggia Tron che omaggia Star Wars che omaggia....







martedì 27 agosto 2013

Autunno al cinema (forse)



Dovrei specificare autunno al cinema per gli americani, considerato che ormai le date di uscita italiane slittano peggio della prossima uscita di Spawn.

Vorrei far notare i cast dei prossimi tre film...

Out of the Fornace


Christian Bale ha finito di indossare il mantello, ma ha ancora un po' di rabbia repressa da scaricare e passava di lì Woody Harrelson, che negli ultimi tempi si sono ricordati che è un grande attore. Purtroppo Woody cazzeggia con il fratello di Christian che muore durante un combattimento clandestino. Finisce così che Batm... ehm... che Bale è costretto a mettere in piedi una vecchia e cara vendetta che però dalla faccia che c'ha nel trailer è una roba davvero pesa che fa male al cuore e ai rapporti con la tipa. Non si sa chi c'ha più la faccia da matto fra i due protagonisti, quindi sono gasato come un bambino.
Nel cast: Forest Whitaker, Casey Affleck, Willem Defoe, Christian Bale e Woody Harrelson.

The Counselor


Regia di Ridley Scott, sceneggiatura di Cormac McCarthy. Potremo fermarci qui, ma poi ci stanno Cameron Diaz e Penelope Cruz che a un certo punto, ne sono quasi certo, si prenderanno a pizze in un crescendo che finirà in una scena lesbo/MILF/interracial (potrebbe effettivamente non succedere). Poi i due ruoli maschili che vanno al Fass e a Brad Pitt. E c'è anche Javier Barden, che lo davano omaggio con una pettinatura scema e degli occhiali improbabili. Se devo essere sinerissimo, sono i nomi che mi porteranno al cinema, perché il trailer non è che sia un capolavoro di hype. Certo non stiamo parlando di...
Scusate: regia di Ridley Scott, sceneggiatura di Cormac McCarthy. Non serve altro.

12 years a Slave

 
Nuovo film di Mcqueen, il regista cool e alla moda, che ha mostrato al mondo il Fass (proprio nel senso che l'ha spogliato) ci stupisce dirigendo una pellicola di noia (oh a me le storie degli schiavi nei campi di cotone mi fanno quell'effetto) con un cast incompleto, che Gesù e Budda erano impegnati.
La storia è quella dello schiavo fico quindi non ci perdiamo neanche tempo. Il cast invece: Benedict Cumberbatch, Paul Dano, il Fass, Brad Pitt, Paul Giamatti. Gli Avengers sono assemblati, peccato la loro missione sia combattere il colore viola.

Gravity

 
Tanto per dare un taglio ai megacast...
Cuaron alla regia di un film su due astronauti che, mentre se la svagano fuori dallo shuttle per una passeggiata l'astronave viene distrutta da un meteorite e i due rimangono soli alla deriva senza nessun contatto con la base a terra. Nessuna speranza di salvezza. Per il film intendo. Perché, in un film su una giovane scienziata e uno scafato astronauta che galleggiano nel vuoto cosmico, l'importante è avere due attori che reggono il film da soli. Daniel Day Lewis e Javier Barden vestito da donna, direte voi. Quasi.
Sandra Bullock (scandalo agli oscar) e George Clooney (mister nespresso).
Preghiamo nel signore delle performance fuori scala, ma ci spero poco. 

The Fifth Estate


Storia vera di Julian Assange, il papà di Wikileaks, interpretato da un fatespazionellahalloffame Benedict Cumerbatch è l'occasione per il nostro Sherlock di strappare un oscar in un'annata che praticamente mette in campo solo film che fanno bagnare i giurati. Alla fine verrà lanciata una monetina in un complesso sistema di campionato per decidere a chi dare la statuetta come miglior attore.

Prisoners


Drammone sul rapimento con Paul facciadamaniaco Dano, Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal e l'ex War Machine. Ilò film preferito da mia madre, che passa metà del tempo nella stanza affianco dicendo: - Oddio non le posso vedere quelle povere criature- ma se provi a spegnere ti picchia sulle mani con la cucchiarella.

E ora, visto che il dramma e la filmone-mania, ha attaccato Hollywood, rispondiamo con:

Bad Grandpa 

 
La risposta intimista a Refner, più cool di McCool, più drammatico della schiavitù... il nonnino Jackass.
Ho già prenotato i biglietti!

MM

domenica 7 luglio 2013

Pacific Rim [La Recensione]





Mercoledì ho visto Pacific Rim in anteprima, giovedì avevo la febbre a quaranta e la gola arrossata. Penso che le due cose siano in relazione. Penso che a forza di emettere urletti da scolaretta di 15 anni davanti al film mi sia irritato la gola, ma ne è valsa la pena. Ne è valsa la pena perché Pacific Rim è il più bel film che io abbia mai visto al cinema.

Qualche giorno prima che vedessi Pacific Rim, mio fratello mi ha chiamato perché stava al videonoleggio (sì lo so, è rimasto solo lui al mondo ad andare al videonoleggio) e voleva sapere se c'era qualche film uscito da poco che fosse DAVVERO FICO. Devo ammettere che ho titubato un po', infatti è un da tempo che tutti i film che sembrano DAVVERO FICHI, poi si rivelano avere solo trailer montati da dei veri geni del male. La Hollywood della crisi ci ha abituato a mega-produzioni che poi in realtà hanno budget molto contenuti e a storie con buchi di trama che neanche il groviera più stagionato. Quindi la mia risposta a mio fratello è stata: - Hai visto The Raid?-. 
Fino ad ora l'unico film della nostra generazione ad aver fatto davvero epoca è un film tailandese, non proprio una grande vittoria per la grande Hollywood.


Dall'11 luglio però arriva nelle sale Pacific Rim e la musica cambia decisamente. Guillermo del Toro, dopo una miriade di produzioni sfigate, bei film con brutti incassi (vedi Hell Boy), la rinuncia a lo Hobbit (che scommetto che è stato perché anche a lui Radagast faceva cagare), finalmente il pacioso e ciccioso Guillermo, riesce a sfornare un film definitivo.

Chiunque abbia seguito la carriera di Del Toro sapeva che era una cosa nell'aria. Del Toro è uno di quei registi che si porta sempre appresso un fortissimo bagaglio visivo, un immaginario e un'estetica fortemente identificativi. Potrei citarvi come suoi pari in questo,Tim Burton (se ultimamente non avesse sfornato solo cose inguardabili) o ancora meglio Terry Gilliam. Avevo paura che Del Toro finisse proprio come Gilliam, che gli mancasse la sua occasione e invece poi è arrivato Pacific Rim...


Partiamo dalla cosa che tutti volete sentirvi dire. I combattimenti tra mostri giganti e robot sono favolosi. Gli Jaeger non sono robe di latta indefinite, ma hanno tutti un design davvero accattivante... accattivante tipo che ora voglio qualunque gadget/action figure/tovagliolo con loro stampati sopra! Guillermo del Toro inoltre sembra aver fatto una cura zen al montaggio ossessivo dei Trasformers di Bay, averlo poi incrociato geneticamente con il miglior rallenty di Snyder e aver correttamente innestato su questo super-figlio la sua consolidata estetica. Il tutto con una scala di grandiosità fuori dal normale, distruzioni che neanche se avessero fatto davvero a pezzi Tokyo, una scena di combattimento (a Tokyo appunto) che dura una mezz'ora almeno e che è un simile crescendo di mazzate con un ritmo martellante che, alla fine della galoppata, ci si trova aggrappati con le unghie alla poltroncina del cinema. O a strillare come ragazzine se non avete nessun amor proprio. L'ultimo aspetto e forse il più interessante della parte visiva di Pacific Rim è nell'uso di colori, infatti i trailer che si vedono in giro non rendono giustizia ai colori saturi della pellicola, alle scelte cromatiche che lo stesso Guillermo del Toro paragona a quelle di Corben in Heavy Metal. Viola come se piovesse e gialli saturatissimi. Pacific Rim è davvero uno spettacolo per gli occhi, uno di quei film che grida ad ogni scena cinema, una di quelle pellicole che, viste nel salone di casa, non sono pi la stessa cosa. Ed è giusto. Non so voi ma mi sarei anche rotto degli home-video passati al cinema. Se hai uno schermo alto sei metri dovresti usarlo tutto e del Toro lo fa benissimo.

Altra nota positiva è un 3D funzionale, ben dosato che aggiunge alle scene di lotta gran profondità e non penalizza la grande brillantezza dei colori.


Per quanto riguarda la storia vorrei evitarvi inutili spoiler, ma non è neanche una robetta scritta su un fazzolettino di carta, i pezzi combaciano tutti: non ci si spertica in spiegazioni lunghe e noiose che ti fanno venir voglia di gridare Lindelof a morte! Ci sono un paio di colpi di scena davvero sorprendenti che non ti fanno venire in mente il peggiore Shamalayan e i predicozzi morali stanno davvero a zero, quindi niente ciccia manco per Goyer. I piloti degli Jaeger, i robottoni spaccaculi che difendono la terra, sono eroi, di quelli di una volta, che gli basta un fratello morto e una famiglia da vendicare per menare cazzotti, niente sviolinate sentimentali.


Il comparto attori vanta la performance da oscar della goduria di Idris Elba, che quando fa la voce grossa fa venir voglia di scendere in strada a difendere il mondo anche tu. C'è naturalmente Ron Perlman, che gigioneggia nei panni del re del mercato nero dei pezzi di mostri con denti e scarpe placcati in oro. Ci sono Charlie Day (It's always sunny in Philadelphia) e Burn Gorman che fanno una coppia di scienziati totalmente pazzi. E infine la coppia ufficiale di protagonisti con Rinko Kikuchi che sinceramente se la sostituiscono con una sagoma di cartone non se ne accorgeva nessuno e un Charlie Hunnam che invece è tipo il prototipo dell'eroe ameriggano, che dopo averlo visto in Pacific Rim gli affideresti il ruolo di Cap al posto di bietolone Chris Evans... e riesce ad esserlo anche dopo essere stato per sei lunghe stagioni il ragazzaccio di Sons of Anarchy!

Naturalmente i veri protagonisti però rimangono i robot, gli Jaeger. Ho già iniziato a litigare con i miei amici fan boy del robottone di razza ariana giapponese... cercate di guardare oltre, assomigliano ai vostri robot preferiti, ma sono fatti da una produzione a stelle e strisce, fate pace con voi stessi, ci sono arrivati prima loro, come alla corsa alla conquista della Luna... pensatela così, se ci arrivavano prima i francesi avremmo avuto dei Robot intimisti e riflessivi invece di dei coattoni che si menano come fabbri.

Tutto questo anche perché a me poco interessa da dove arrivi questo gioiellino di Pacific Rim, fino a quando rimane la cosa più bella che io abbia mai visto al cinema.

MM

(Piccola avviso: ho più o meno 39 e mezzo di febbre mentre scrivo, potrei essere un pochino confuso, perdonate la prosa delirante se potete!)

[EDIT CON 37 e 8 di febbre (che ormai è nulla)]
Ho letto la recensione di Roberto Recchioni e vorrei specificare una cosa: per la nostra generazione Pacific Rim è la prima occasione di creare da zero una proprietà intellettuale, qualcosa che non sia un derivativo da film che i nostri padri, o amici più grandi, ci rimproverano di non aver visto al cinema. Saremo finalmente partecipi di qualcosa di epocale, come quello che è successo con Matrix... certo se poi non avessero rovinato tutto con i seguiti.

p.p.s
Comunque a leggere la lista di film visti al cinema da Rob ho rosicato ugualmente un sacco...

venerdì 7 giugno 2013

Pacific Rim [Preview]


Oggi ho visto il futuro, ho visto 15 minuti del film che segnerà la nostra generazione.
Pacifc Rim è esattamente il contrario di quei film, grandissimi nel trailer, che poi si rivelano delle robette al cinema. Colori incredibili, una potenza visiva senza precedenti e un design più pulito di quanto avresti detto dai trailer.
Avevate dei dubbi: ricacciateli a calci in culo da dove sono venuti, non avete ancora mai visto nulla del genere su grande schermo. Del Toro ha preso quel che c'era di buono in Transformers e gli ha dato vita e coerenza. Le coreografie di lotta sono girate con attenzione, mostrando tutto, non si bara, non si sfoca per risparmiare.
I robot poi, sono belli, belli, belli, belli. Belli da: quando cazzo esce il merchandising che voglio l'action figure in scala 1 a 1!
E i mostri forse sono anche più convincenti, spaventosi, alieni, eppure terribilmente reali.
Mostri contro Robot, ma di che cazzo stiamo parlando.
Ah e poi c'è il protagonista che chiama i colpi gridandoli e ti scopri a urlare come un ragazzino insieme a lui: -ELBOW ROCKEEEET!!!-
C'è tutto quello che volevamo e anche di più, non riesco neanche a essere troppo lucido mentre scrivo, ma una cosa ve la dico; è tutto grande, grandissimo, enorme, grandioso.
Non vedo l'ora che arrivi, non vedo l'ora di andarlo a vedere per la quinta volta, ci voglio portare mio fratello, la mia ragazza, mia madre, mio padre. Già me lo vedo mio padre che fa: - E' di nuovo quel giorno in cui ho visto Guerre Stelari la prima volta.- ce lo vedo a confessare, per la prima volta, che finalmente il cinema ha tirato fuori qualcosa che può far concorrenza, o meglio affiancarsi senza complessi, a quello che faceva il cinema ai tempi suoi.
Dio manca troppo all'uscita!

MM

P.S.
Abbiamo visto una piccola parte del combattimento a Hong Kong, cinque minuti di legnate che levati e, un buffo omino con gli occhialetti che parlava un inglese cantilenato da spagnolo, ci ha avvertito che quella scena nel film dura 25 minuti. Guillermo del Toro sei il mio nuovo Dio... Dio manca troppo all'uscita!

lunedì 14 gennaio 2013

Lunedì Botte - Kill Bill volume 1

Premessa

Ultimamente sono andato a vedere l'ultimo film di Tarantino, Django Unchained. Premetto che adoro il cinema di Tarantino. Una volta è quasi finita un'amicizia per colpa di un commento un po' troppo sulle righe riguardo a Death Proof. E un'altra volta a uno gli ho proprio menato perché aveva detto che Slevin Patto Criminale era meglio di Pulp Fiction.
Detto questo, sarete stupiti quanto me di sapere che Django mi ha lasciato abbastanza freddino. Erano giorni che cercavo di capire cosa fosse andato storto, perché le caratteristiche dei film di Tarantino c'erano tutte: i dialoghi brillanti, il tema della vendetta, il gigantesco e violentissimo scontro finale...
Poi sabato mi chiama Diego, che non può fare la recenzione per questo lunedì e mi chiede se voglio sostituirlo e io dico di sì. E poi mi sommergo di altri lavori e mi ricordo all'ultimo (tipo ieri notte alle due). Visto che era davvero tanto tardi, e non ho tempo di guardare un nuovo film, decido di mettere Kill Bill e scrivere il pezzo mentre guardo il film, che tanto lo so a memoria. Il mio proposito però si infrange contro la dura realtà a minuto 2 (e mi sono tenuto largo).
Perché Kill Bill è una di quelle rare pellicole che, quando capita per caso di intravederla su uno schermo, non puoi fare nient'altro che guardarla fino in fondo. Tipo le morbide Frugioi (scrittura corretta) a cui resistere non puoi. E il motivo e, che a differenza di Django, oltre alle mariuolate del Tarantino sceneggiatore, ci sta anche un sacco di regia, robe davvero belle da vedere, forse tante robe che non è bastata la 126esima visione e sarò costretto a farne un'altra prima della fine della recensione.

Fine premessa, inizio della recensione.

Se non sapete la storia di Kill Bill vuol dire che avete dieci anni e vostra madre non ve lo fa ancora vedere.
 Tutti gli altri: siete delle brutte persone. Dentro e fuori, che Lombroso mi pare che l'aveva scritta qualcosa su chi non vedeva i film di Tarantito e poi gli veniva la testa a pera e le sopracciglia da cattivo dei manga. 

Comunque per i cattivi di Lombroso, breve riassunto: Uma Thurman è la Sposa, anche detta Black Mamba, un'assassina addestrata nell'uso della katana e delle arti marziali. Fa parte di una squadra tipo le Charlie's Angels, ma con le palle. Non nel senso che sono uomini, sono sempre donne, ma molto più cazzute. Comunque il Charlie, della squadra di Black Mamba è Bill. Bill è innamorato di Black Mamba, ma lei, quando rimane incinta prova a fuggire a un prevedibile destino per un killer su commissione e Bill ci rimane un po' male. Ci rimane tanto male che la va atrvare mentre si sta sposando sotto falso nome con un altro e gli ammazza daventi l'uomo e poi le pianta un proiettile nella testa. Fine.
Ah no... dimenticavo. La Sposa non muore, ma rimane in coma. Quattro anni dopo si risveglia e inizia a cercare i membri della sua squadra e lo stesso Bill per ammazzarli uno a uno e vendicarsi.



Il film di Tarantino è un trionfo di omaggi e maniacalità portata all'ennessima potenza.
Nel film coesistono tre mondi: quello cinese delle arti marziali, quello giapponese della via della spada e il pulp di Tarantino americano al 50% e spaghetti western per l'altro 50.
Parte del film è stato girato negli studi degli Shaw Brothers, la casa di produzione cinese che ci ha regalato film eccezionali come la 36esima camera dello Shaolin. Anche la realizzazione degli effetti speciali si ispira alla cinematografia di arti marziali cinesi. Palloncini riempiti di sangue finto a ettolitri.
Non penso di dovervi spiegare che la tuta da motociclista gialla e nera è un palese omaggio a Bruce Lee, le maschere nere degli 88 folli sono simili a quella che indossava sempre Bruce Lee nel telefilm Green Hornet.

 
E si potrebbe continuare all'infinito in una marea di citazioni, ma la verità è che Kill Bill fa scuola a sè, riesce ad essere un film leggendario anche senza coglierne nessuna.

La scena finale, lo Show Down at House of Blue Leaves è probabilmente una delle scene di lotta più emozionanti e meglio dirette che mi sia mai capitato di vedere al cinema. Huma è di una bellezza imbarazzante e ha creato in me varie e strane fantasie sulle donne con una katana in mano che non è il caso di approfondire in questa sede. Solo quella grande scena di lotta è stata girata da Tarantino e la sua troupe in sei settimane.


Detto questo ci ritroviamo alla solita domanda: potrebbe Long Wei interpretare la parte di Uma in Kill Bill?
Battute a parte sulle parrucche bionde, Long Wei ha sicuramente la preparazione atletica per ricoprire il ruolo della/o Sposa/o e andrebbe a nozze con i richiami ai film di Kung Fu degli Shaw Brothers. Non so se, da buon cinese, accetterebbe di essere accostato alla cultura marziale giapponese, ma Long Wei è un attore serio, si calerebbe in parte comunque.

Kill Bill volume 1
Di: Quentin Tarantino
Con:Uma Thurman e Lucy Liu
USA 2003

Se lo cerchi, da Bloodbuster ce l'hanno!

Il prossimo appuntamento con Lunedì Botte è tra una settimana anora su: Birra e Darth Vader.

MM

sabato 22 dicembre 2012

Speciale di Natale: Film Natalizi



Un anno fa, quando scrivevo più assiduamente su questo blog, mi ero ripromesso di fare diversi post sul periodo natalizio e tutto ciò che lo caratterizza. A leggere gli aggiornamenti di feisbùc di molti amici, mi pare di essere uno dei pochi che ama 'sto periodo, con le sue lucine colorate, gli addobbi, le luminarie per strada e un amorevole sindrome di consumismo che ci prende tutti.
Comunque, non è veramente natale se non si fa una tombolata. Ma la Tombola è poco nerd. Andiamo oltre.

Non è veramente natale senza alcuni film che hanno segnato quelli della mia generazione. Pomeriggi sonnolenti a casa dei parenti a vedere mostriciattoli che è meglio non nutrire dopo la mezza notte o bambini lasciati a casa alle prese con dei ladri imbranati. Poi cresci e ti accorgi che John McClane e Martin Riggs ammazzano i cattivi sempre a Natale e allora capisci che c'è veramente qualcosa di magico in questo periodo!

La lista è il frutto di una selezione, del tutto personale, di quei film che hanno segnato i miei natali passati e formato l'uomo che sono oggi.
La breve lista contiene solo titoli che ho visto quando ero piccolo. Magari farò un altro post con i mie film natalizi preferiti da quando sono cresciuto. Anche se da grande, nonostante noi nerd rimaniamo sempre dei bambini, quel cinema perde molto del suo fascino e della sua magia.

Se volete giocare con noi diteci queli sono le vostre personali liste.
Basta che non ci mettete Miracolo sulla 34a strada... io odio quel film. Si, anche l'originale.


                                       La vita è meravigliosa
Frank Capra, 1946.
Lo metto per primo perché più di ogni altro film incarna tutto ciò che è o dovrebbe essere il Natale.
George Bailey (Stewart) decide di togliersi la vita ma viene fermato dall'apparizione del suo angelo custode che gli mostra come sarebbe il mondo se lui non fosse esistito. Le visioni lo portano a capire l'importanza della sua esistenza e di quanto la vita sia, nel bene o nel male, una cosa meravigliosa.
Capra, maestro assoluto dell' happy ending, firma un capolavoro del cinema americano e del genere sentimentale. Lacrime come piovessero!


La vera storia di Babbo Natale

Jeannot Swarc. 1985
Scelta comandata da un sentimentalismo del tutto personale.
Le origini di Babbo Natale e un'avventura nel mondo moderno che vedrà Santa Claus impegnato a dover salvare uno dei suoi elfi che si troverà impigliato nelle reti di una società moderna e capitalista.
Una prima parte sognate e deliziosa rovinata dalla seconda. Un film che da bambino ho adorato e che non riesco a criticare veramente. La vera magia del cinema ha il suo effetto più grande negli occhi di un bambino!



Gremlins

Joe Dante, 1984
Come non metterlo nella lista?
Rand Peltzer compra come regalo di natale per il figlio un simpatico animaletto, un Mogwai. Ci sono tre regole: niente luce forte, niente acqua e assolutamente niente cibo dopo la mezzanotte. Inutile dire che queste regole verranno infrante tutte e si scatenerà il panico nella tranquilla cittadina.
Un vero gioiello , alla regia un maestro, alla sceneggiatura Columbus (altro maestro di cinema natalizio) e la produzione di San Sbielberg. A 27 anni di distanza ancora diverte!


Mamma ho perso l'aereo

Chris Columbus, 1990
Macaulay Culkin l'ho sempre odiato, ma questo film è un caposaldo!
Il piccolo McCallister viene dimenticato a casa dalla sua famiglia in partenza per le vacanze natalizie. Due topi d'appartamento cercano di intrufolarsi nella casa per fare razzia. Incontreranno la geniale contrapposizione del piccolo Kevin.
Un successo inaspettato ma del tutto giustificato dalla maestria di Columbus e da una sceneggiatura divertente che omaggia i cartoon e che ha la forza nella componente slapstick. Ha un seguito ("Mi sono smarrito a New York) che trovo personalmente divertente al pari del primo.


SOS Fantasmi

Richard Donner, 1988
Uno dei registi che in quegli anni mi ha fatto sognare di più, uno dei migliori attori comici di sempre e la trama dickensiana di Canto di Natale, rivisitata in chiave contemporanea. Un cocktail che ha reso questo film un capisaldo del cinema natalizio. Il titolo S.O.S. Fantasmi è una ruffianata tutta italiana per attirare i fan di Gosthbusters - acchiappafantasmi, vista la presenza di Bill Murray.




Una poltrona per due

John Landis, 1983
I fratelli Duke, proprietari di una genzia di finanza a Filadelfia, decidono con una scommessa di sostiutuire un loro dipendente (Aykroyd) con un barbone (Murphy) scambiando di fatto le loro vite.
Un regista che in quegli anni non sbagliava nulla, dirige un film con tocco leggero e dalla grande comicità. Murphy era il re di Hollywood e Aykroyd già un mito!




E che fine hanno fatto vari Die Hard 1 e 2, tutti gli Arma Letale e L'ultimo Boy Scout che, svolgendosi durante il periodo natalizio, possono essere inseriti in questa lista? Non so perchè, forse colpa del palinsesto televisivo o di semplici coincidenze, sono film che non ho mai visto a Natale e che perciò non lego a quel periodo. Ed essendo una lista dettata tutta dal sentimento non ce li ho messi.

E adesso lascio a voi dirci le vostre personali liste!

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giovedì 20 dicembre 2012

Pain & Gain


Oggi ho mancato l'anterprima di The Master, perché sono un cretino e ho capito le 22:30 invece delle 10:30. Mi spiace, ma forse non era proprio destino. Mi rifaccio con questo.

 
Una storia vera.
Culturisti.
The Rock.
Mark, sempre più figo, Wahlberg.
Michael Bay dream project.

E mo dite qualcosa.
Anzi no, famo che non voglio sentire nulla.

MM

mercoledì 19 dicembre 2012

The Master aka l'eccezione



Premessa: sono rimasto senza internet per un po'  (per la precisione me l'hanno proprio staccato)  e non ho potuto postare nessun pezzo, nè far partire la rubrica di romantiche smancerie.
Mi sono fatto crescere la barba (quel poco che cresce) e ho odiato ogni minuto senza internet, ma tranquilli la mia sanità mentale non ne ha patito (più di tanto).

Certo, ora che però vi dico che vado a vedere The Master in anteprima, che è un film in cui: Non si menano più di tanto, non ci sono alieni nè/o zombi e in cui nessuno indossa una maschera, penserete cheil cervello me lo sono fritto eccome.
Invece no, anche io ogni tanto vedo i film "seri" (come se lo Hobbit non fosse un film serissimo).

Ho amato Sydney, Ubriaco d'amore, Magnolia e (infinitaente di più degli altri) il Petroliere. Sono anche curioso di vedere, dopo Daniel Day Lewis, come se la cava Paul Anderson alle prese con un altro attorone come Seymour Hoffman. Uno che non sembra essere proprio un tipetto facile.

Vedremo.
La critica ne sta parlando un gran bene. Certo nel trailer ci sono delle navi da guerra che non cannoneggiano la costa... artiglieria sprecata. 


MM

giovedì 13 dicembre 2012

La fantascienza torna al cinema



Al cinema c'è il grande ritorno della fantascienza e di Tom Cruise. Se non ve ne eravate resi conto date un'occhiata qui sotto:

Inizierei con Superman, che non è proprio proprio fantascienza, ma ci andiamo vicino.
Ci voglio credere. Io sono uno di quelli che ci crede sempre e comunque, anche quando escono le recensioni negative degli amici di cui ti fidi. Ti è piaciuto Expendables 2, quindi la tua sopportazione è superiore alla media.
Quindi anche se Man of Steel sembra mantenere tutti i tratti che non sopporti nel batman di Nolan... Anche se dopo il primo video (clark pescatore) speravi che nel secondo si vedesse, chessò, un paio de pugni, raggi dall'occhi o inutile impiego di superforza, sei ancora convinto che sarà un bel film. Magari non un film di Superman, ma un bel film. Decidete voi... e per favore non rompete le palle sul costume, dopo che avete accettato il Goblin di Raimi, tutto è possibile.



Secondo posto nella sala d'attesa ci sta il capitano Kirk che se la vede con Sherlock. Qui sono di parte. Il primo film di Abrahms mi ha messo addosso una voglia matta di Star Trek. Il secondo film lo aspettavo tanto. Mi spiace non si vedeano ancora i Klingon, ma per il resto sembra tutto dove deve stare.


Terzo posto in fila per il redivivo Tom, che con Oblivion, pare avere una chance di rimettersi davvero in carreggiata (ah c'è anche Jack Reacher,che c'entra poco con la fantascienza, ma lo si aspetta lo stesso tanto).

Al quarto posto il concorrente diretto di Oblivion, After Earth. Proprio nel senso che all'inizio sembra lo stesso film. Ho decisamente dei dubbi sulla deriva familiare di Will Smith, che ormai tanta ufficialmente di passare il testimone nelle mani del figlio. Sembra un misto tra Io sono leggenda e 2000 ad, il regista e Shamalacoso. Direi che è l'unico della lista che mi stupirebbe tanto se fosse un bel film.


E alla fine arriva mamma i Robottoni. Guillermo del Toro, che dopo Hellboy 2 era sparito, torna con un film di megarobot contro mostruosi alieni Godzilla e Idris Elba che fa il generale cazzuto. Scimmia totale!



Finiamo ricordando ai distratti che tra due anni esce la nuova triologia di Star Wars,,, se non è questo un ritorno in grande stile!

MM

sabato 13 ottobre 2012

Skyfall



Ieri Roberto mi ha detto che ama tutto quello che è uscito per ora su questo film. Devo dire che anche per me sarà una delusione davvero cocente se non fosse quel gran film che sembra essere.


Se è brutto ha il miglior marketing della storia.

MM




martedì 2 ottobre 2012

Ted l'anteprima


Oggi vado a vedere l'anterprima di Ted, in missione per conto di Di... di Asso, cioè di Roberto Recchioni.
Voi nel frattempo beccatevi il trailer.
 Ho un solo dubbio.
Mark Whalberg in una commedia? E non può imbruttire a nessuno!?


MM


mercoledì 22 agosto 2012

Il Cavaliere Oscuro il Ritorno [Recensione]



Vorrei cominciare questa recensione dalla fine. Dal roumor che vorrebbe Nolan al timone di una prossima nuova triologia. La mia speranza è che non succeda, mai. Sebbene i due film su Bruce Wayne e quello di mezzo sul Joker mi siano piaciuti molto (davvero tanto, senza nessun sarcasmo) vorrei che i prossimi film fossero film di batman. Quando ho iniziato a leggere la testata di batman del rilancio della DC, la cosa che ho davvero adorato del lavoro di Snyder sulle pagine del Cavaliere Oscuro è che c'era di nuovo Gotham e che Batman era tornato a fare l'investigatore. Dopo mesi di pistolotti intellettuali di Morrison, finalmente Batman era tornato a fare quello per cui era stato creato e a farlo nella sua città che non solo lo rappresenta, ma che gli ha dato i natali fisicamente ed emotivamente.
Nello stesso modo vorrei, per il Batman cinematografico, un nuovo regista e uno sceneggiatore che non siano animati dal sacro fuoco del rinnovamento e dell'interpretazione, ma che facciano un passetto indietro e lascino un po' di spazio al vecchio Bats.

[Contiene Spoiler, consigliata vivamente la lettura a chi ha già visto il film]

Ora, considerazioni sul film:
Inizio anche qui dalla fine, dalle note dolenti. Ho sempre adorato in Nolan (nei Nolan, considerando il fratello sceneggiatore) la capacità di creare trame a prova di bomba, ma questa volta il film vive un paio di momenti di WTF (maccosa!, per i meno bimbominkia) davvero notevoli. Il più lampante e davvero fastidioso, in quanto evitabile, è il momento in cui, verso la fine del film, Bruce torna a Gotham e si fa introdurre con l'inganno da una ladra che chiamano la gatta (che non è catwoman), nel posto di comando di Bane. Nel quartier generale del criminale vengono tenuti in ostaggio Fox, al secolo Morgan Freeman, e quella che scopriremo essere la figlia di Ra's al Gun. Bats decide bene di liberare... solo Fox. Senza la minima spiegazione, oltre all'evidente necessità nella trama che la figlia della setta delle ombre spunti all'ultimo, Bruce porta in salvo Fox e non lei, che in teoria dovrebbe essere la donna per cui si è preso una cotta. Perchè? Ma soprattutto, cosa ci voleva a far dire una misera battuta alla ragazza in cui spiegava che voleva rimanere con gli altri prigionieri per aiutarli a fuggire? Mi sembra davvero uno scivolone nella trama ad orologeria del film.

Una delle poche volte che vedremo il costume di batman.


Altra grossa pecca è un cattivo, Bane, che parte a mille, per spegnersi lentamente fino ad un'ignobile fine per mano della tipa che dice di essere un gatto. La motivazione è in una trama che, a differenza di quello che ne pensano molti miei amici, ha più batman del solito (anche se senza maschera) e che vive di un colpo di scena finale un tantino molle. Fondamentalmente Bane sparisce come spariva Batman nel secondo, divorato dal Joker.

Ultimo appunto al film è la mancanza sostanziale di scene d'azione e di quella teatralità che contraddistingue il Batman dei fumetti (eccezion fatta per il batman di fuoco sul ponte). Bats fa a pugni, non usa MAI il rampino, non c'ha un gadget, uno, per menare Bane e si limita asvolazzare per la città su una Tumbler senza le ruote.

Detto ciò, Batman Rises è un film che ti emoziona e io, per quanto possa indignarmi per come viene trattato il mio eroe, la prima richiesta che faccio al cinema è proprio questa. Nolan come al solito ci riesce creando un film grande, pieno, spetacolare. Sa girare e non te lo fa dimenticare mai.  Attinge ogni tanto anche dalla lunga tradizione dell'uomo pipistrello, con gli evidentissimi riferimenti al Ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller e a Terra di Nessuno. Nel complesso sono davvero soddisfatto, non ho davvero più voglia di Nolan e Batman, ma sono molto soddisfatto di quel che hanno fatto assieme.

Mi sono già bruciato il finale della recensione quindi non saprei come chiudere il pezzo, magari chiedendo veementemente una spiegazione al perché tradurre The Dark Knight Rises con Il Cavaliere Oscuro - il ritorno... chi c'avete che traduce i titoli, Yoda?

Non te la sei presa vero Christopher? Spero tu faccia un sacco di altri film, ma Batman basta, ok?

MM

venerdì 17 agosto 2012

La divina trinità dell'action: Bullet to the Head, Last Stand,G.I. Joe Retaliation



The Expendables 2 ha segnato il ritorno al grande cinema dei film action. Ancora non è uscito, ma è come se fosse già successo. La provav provata sono i film in uscita quest'anno e il prossimo.

In rigoroso ordine cronologico:

Bruce fucking Willis:
E' in uscita un filmetto un po' confuso sui viaggi nel tempo, Looper, in cui il Bruce del passato (inspiegabilmente interpretato da un coglioncello mezzo strabico) cerca di uccidere il lui del futuro. Ma strane trame apparte, quello che tutti stiamo aspettando da più di un anno è G.I. Joe Retaliation, in cui il nostro Bruce fa da spalla all'immenso Dwayne Johnson nel reboot di quel primo filmaccio dei J.I. Joe. Eccovi il trailer in tutta la sua rozzezza.



Arnold Pumping Iron Schwarznegger:
Ho notato che con i vecchi attori di action succede una cosa bellissima. Praticamente continuano a fare lo stesso tipo di film, ma nelle cartelle stampa prima della descrizione del loro ruolo inseriscono l'aggettivo disilluso. Così è anche per Schwarzy che in Last Stand, interpreta uno sceriffo disilluso che alla fine però rompe ugualmente i culetti ai cattivi.



Sylverster (Adriana!) Stallone:
Sly è sempre stato il più coraggioso dei tre, e infatti anche nello strano caso della resurrezione del genere action è stato lui ad aprire le danze, prendendosi la responsabilità nel caso le ginocchia malandate gli avessero ceduto al primo giro di Giga. Ma il vecchio lupo ha retto botta e l'anno prossimo ci delizia con una pellicola diretta da quel mostro sacro di Walter Hill, Bullet to the Head... io ho già i brividi


Se pensate a Fast 6 che ospita Vin Diesel, The Rock e Gina Carano, che Stallone e Schwarzy si riincontrano in The Tomb... la fine del mondo è vicina, ma questi ultimi giorni ce li godremo!

MM