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martedì 7 luglio 2015

Terminator Genisys: la recensione piena di spoiler.


Quella che segue è una recensione piena zeppa di spoiler. Il motivo per scriverla è uno solo: il film è una gigantesca trappola per turisti e io mi sento in dovere di avvertirvi, prima che vi facciate fregare come dei Giapponesi che mangiano i tipici spaghetti bolognese vicino San Pietro,

La storia, come da tradizione, inizia nel futuro, le macchine hanno vinto, ma adesso sono diventate più rispettose dei morti, quindi, niente teschi scamazzati sotto i cingolati.
Seguiamo un Giovane Kyle Reese che viene salvato da John Connor che non c'ha per nulla la faccia del cattivo.



Reese viene addestrato, prende probabilmente anche un sacco di anabolizzanti perché, anche se al mondo i ragazzini si devono cibare con topi rinsecchiti,lui diventa grande e grosso. Per grande e grosso intendo PossomenàTerminetorapizze.

Qui la faccia di Reese che si accorge che può seminare un T-1000

Comunque  PossomenàTerminetorapizzeReese, come da canone, viene dotato da EvilJohn di una foto di una cosplayer di Sarah Connor e fomentato a bestia sul fatto che, anche se somiglia incredibilmente a Daenerys, lei è la madre di EvilJohn, non dei draghi ed è la donna più importante al mondo. Comunque, PossomenàTerminetorapizzeReese, si fida ciecamente e, insieme a EvilJohn, combattono insieme le macchine e Skynet, fino alla battaglia finale.
Qui iniziamo a intuire il genio tattico di EvilJohn. Infatti, il suo piano per entrare nella base dove Skynet tiene nascosta la macchina del tempo,  consiste grossomodo in questi 3 semplici passaggi:

1- Nascondere tutta la ribellione in una fila di camion guidata da terminator riprogrammati che sorridano ai controlli davanti alle porte del complesso dove è nascosta la macchina.

2- Aspettare che il camion venga scannerizzato in cerca di vite umane senza fare nulla per nascondersi.

3- Farsi sgamare prima di essere entrati dalla porta principale, e, a sto punto, sfondare il cancello con il camion e buttarla in caciara.

Come dicevamo: genio tattico.

La battaglia prosegue con EvilJohn e PossomenàTerminetorapizzeReese, che corrono in campo aperto falcidiando Terminator che, a questo punto, pare proprio siano l'esatto contrario degli zombie: più ce ne sono, più sono pippe.
La battaglia finisce, I nostri si ritrovano tutti attorno alla macchina del tempo. John Connor spiega agli altri cosa è e poi grida: - CHI SE VOLE SCOPA' MI MADRE?! (Su questa parte potrei essere un po' confuso e non ricordare le parole esatte che usava nel film). Comunque Bisteccone Reese (il nome di prima era troppo lungo) alza la mano. John gli chiede perché dovrebbe mandare lui e  Bistecone gli ricorda che lui c'ha la foto e si fa i "cinque contro uno" pensando a Mother of John da un sacco di tempo. John viene convinto dal discorso accorato: - Basta che non mi svantoli più quella foto appiccicaticcia davanti agli occhi!

Per farla breve Bisteccone Reese sale sul modulo per la dislocazione temporale, diretto al 1984. Ma mentre la macchina inizia a vorticare ed emettere lampi di luce azzurra, il Dottor Who prende di sorpresa EvilJohn e Bisteccone non può fare nulla per salvarlo. No, non sto esagerando. C'è proprio il Dottor Who che mette una mano attorno al collo di EvilJohn e gli dice - Non credevi che fosse più grande all'interno, vè?-

La miglior squadra di Paint Ball di sempre!

Bisteccone e il Terminator arrivano, come da tradizione, a Los Angeles nell'84 e qui iniziano una serie di sequenze molto convincenti che ci fanno sperare nel film. La linea temporale è incasinata e Sarah sa già dell'arrivo dei Terminator perché, una persona sconosciuta, gliene ha inviato uno che l'ha salvata da bambina e l'ha cresciuta insegnandole a dare la caccia ai Terminator. Niente da dire, figo davvero.
C'è uno scontro fra il giovane Arnie e il vecchio Arnie che fomenta non poco, concluso con Mother of John che ferma il T-800 con un colpo di un fucile da cecchino di grosso calibro.
Intanto Bisteccone, cade dal cielo nel solito vicolo e fotte i pantaloni al solito barbone (gli stanno un po' stretti, così si impara a pomparsi i quadricipiti sotto la pressa). Viene fermato dal solito poliziotto, solo che ora... SORPRESONE! è un T-1000 che è lì per ammazzarlo. Segue inseguimento che si conclude con la Mother of John che salva Bisteccone rigirandogli in faccia la frase - Vieni con me se vuoi vivere!
Altro pregevole inseguimento con il T-1000 alla riscossa, botte da sei pieno, una bella scena in cui scopriamo che Mother of John è pronta anche ad ammazzare il modello più evoluto di Terminator... il film insomma prende una bella piega. Ci speri. Quando il T-1000 si scioglie davanti ai loro occhi, con Arnie che lo tiene per il collo sotto una doccia di acido, inizi a tifare per loro.
E poi arrivano alla macchina del tempo fatta in casa.
Neanche in questo caso sto scherzando.
Sarah e Arnie si sono costruiti una macchina del tempo con la collezione della Hobby & Work "Costruisci anche tu la tua macchina del tempo in 16000 comode uscite". Sulla copertina, per coerenza, ci sta il Doctor Who che fa l'occhiolino al lettore.
Comunque sono vent'anni che non si perdono un fascicolo e finalmente hanno il pezzo mancante: il microchip di un T-800! Sì perchè il chip di un Terminator può fare un sacco di robe: tipo se non ti funziona più il gameboy, e hai già provato a soffiarci dentro, allora lo infili al posto della cartuccia e ci puoi giocare a The Witcher.

Però ricordatevi che il film sta girando bene, si è bendisposti a fargli passare sta cazzata, quindi ci si tappa il naso e si prosegue. Mother of John e Bisteccone discutono sull'anno in cui tornare indietro, Sarah dice 1997, Reese 2017 che così rendiamo tutto molto più attuale. Vince Bisteccone che dice che c'ha avuto una visione provocata da un antani a destra temporale. Arnie conferma che il T-800 è una macchina per uccidere, ma in caso servisse c'ha anche una laurea in fisica quantistica.
La data viene impostata sul 2017 e... e Bisteccone e Mother of John si preparano a partire. Dovrebbe venire pure Arnie, ma c'ha la mano rovinata dallo scontro con il Terminator e preferisce aspettare e  prepararsi.
...
...
...
Ci siete già arrivati? Vi do altro tempo per pensarci.
...
...
...
Ok. Usano la macchina del tempo in 2 (suggeriscono la possibilità di andarci in 3).
E il momento in cui capisci che ci sei cascato. Che il tuo amore per Arnie e Terminator t'ha fregato per la terza volta. Non ti sono bastati Salvation e Le macchine Ribelli per capire. T'hanno dovuto dire che con la macchina del tempo Skynet poteva inviarci un esercito ad ammazzare Sarah Connor, ma c'ha avuto le braccina corte, ai Terminator non gli piace stare stretti quando viaggiano e forse sono pure un po' in imbarazzo a toccarsi per sbaglio le chiappe, mentre se ne stanno nudi ad aspettare il salto. T'hanno dovuto raccontare sta cazzata per farti capire che la magia di Terminator stava tutta sulle spalle di uno dei registi/sceneggiatori/storybordisti, più influenti del nostro tempo e che, tutto il resto, sarebbe stato solo una minestrina riscaldata.

Mi costringono a farne una ventina di questi sorrisetti.

Conrad, in Tifone, uno dei suoi romanzi più belli, descrive la lotta dell'equipaggio del Capitano McWhirr contro un tifone tropicale. Descrive minuziosamente tutto il dramma della battaglia fra uomo e mare e quando ormai senti la salsedine che ti spacca le labbra e l'acqua che ti sbatte a destra e a manca, quando ormai sei nel pieno della tempesta, incerto sul destino della Nan-Sahn e del suocarico... il romanzo finisce. Conrad scrive semplicemente che dopo tutta quella fatica, quella lotta, quel sangue, il peggio doveva ancora arrivare.

E io non posso che imparare da Conrad e lasciarvi qui, con Sarah e Reese abbracciati nella macchina del tempo della Hobby & Work, pronti ad andare a sconfiggere EvilJohn e il Dottor Who, assicurandovi che dopo tutto quello che avete visto nei primi trenta minuti di film... il peggio deve ancora arrivare.

MM

mercoledì 21 gennaio 2015

Kingsman: The secret Service [Anteprima]


L'altro giorno scrivevo che Agent Crater, la nuova serie Tv Marvel, mi aveva stupito. Succede raramente considerato quante informazioni riceviamo sui film prima della loro uscita. Quando mi sono seduto in sala insieme a alcuni dei membri de "Lo Studio in Rosso", per assistere all'anteprima di Kingsman: Secret service, non sapevo davvero cosa aspettarmi.

FLASHFORWARD:
Usciamo dalla sala con l'adrenalina che pompa nelle vene, una voglia incredibile di vedere, subito, il seguito del film e l'idea di cambiare il nome dello studio in "Kingsmen".

FINE FLASHFORWARD:
Il mio me, ignaro di quello che gli sta per succedere, si siede sulle poltrone dell'Adriano, in una saletta in cui, noi dello Studio in Rosso, eravamo la metà dei partecipanti alla proiezione.
Ripasso quello che so del film, cioè che è tratto da una serie di Mark Millar che mi è piaciuta, ma non mi ha certo cambiato la vita, anche se Mark è uno dei miei sceneggiatori di fumetti preferiti, che il regista è Matthew Vaughn che ha diretto il primo Kick Ass, che mi è piaciuto parecchio e il primo film del nuovo corso degli X-men, che mi stupì parecchio: Vaughn sembra destinato a stupirmi in sala.

Poi partono dei titoli di testa fracassoni e pacchiani, io e Mauro Uzzeo storciamo il naso e ci ripetiamo che un film americano su un fumetto che era l'essenza dello spirito british, non può funzionare.

E invece ci bastano quindici minuti per lasciarci alle spalle i nostri dubbi. Perché con Secret Service Vaughn riesce in un numero da equilibrista: Kingsman è  il corrispettivo filmico della figlia di un aristocratico inglese, con un'accento perfetto e un visino angelico, a cui però piacciono i tatuaggi da battona, le gare di mostertrack e il sesso anale.
Uscendo dalla colorita similitudine, il film continua a gridare il suo infinito amore per Bond per poi trollarti un attimo dopo.



La storia è un evidente pretesto per riproporre l'agente doppio zero, i Kingsmen sono una società di agenti segreti al servizio della corona, con i nomi in codice che richiamano i dodici cavalieri della tavola rotonda.
Alla morte di Lancelot, uno degli agenti in servizio, tutti i membri in vita, propongono un loro candidato come rimpiazzo. Colin Firth finisce per candidare Eggsy, un ragazzetto di periferia sboccato e rozzo che stona con il rigore e la classe degli appartenenti alla società segreta. Inizierà così un durissimo addestramento e la sua trasformazione in un perfetto (?) agente di sua maestà. Commovente il rapporto tra mentore e allievo, con un giovanissimo Taron Egerton in grado di tener testa a Firth, in grado di fare da perfetto contrappunto alla sua compostezza con delle faccette da paraculo da oscar.



Come in ogni Bond che si rispetti, in Secret Service, non manca un villain sui generis, interpretato da Samuel L. Jackson. Il miliardario Valentine ha la zeppola, un'infinita serie di cappellini da baseball messi di traverso e il piano di dominazione del mondo più stupido della storia; sembra uscito da Austin Powers, mai poi è anche capace di gelarti il sangue ammazzando a sangue freddo [NOME OMESSO PER EVITARE SPOILER] per poi, continuando il saliscendi emozionale, rimanere orribilmente scandalizzato dalla violenza del suo gesto.


FINE FLASHBACK, O RITORNO AL PRECEDENTE FLASHFORWARD

Usciti dal cinema, dopo due ore di azione, l'unico pensiero negativo sul film è che Vaughn aveva già girato i primi capitoli di X-men e di Kickass, per poi veder buttato tutto in vacca da due seguiti di incommensurabile bruttezza, spero davvero che non tocchi lo stesso destino a Secret Service.



Chiudo con un avvertimento: il film perde davvero tanto per colpa della traduzione, considerato che l'accento di ogni personaggio è una sua caratteristica fondamentale e distintiva. A voi giudicare guardando il trailer italiano e quello inglese.





martedì 17 dicembre 2013

I sogni segreti di Walter Mitty


Copio e incollo la trama dal sito di Repubblica, che scrivere i riassunti è una noia mortale!

Walter Mitty è un moderno sognatore, un comune editor fotografico di un magazine che compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo. Ma quando Mitty e la sua collega, della quale è segretamente innamorato, rischiano di perdere il lavoro, Walter è costretto a compiere l'inimmaginabile: passare veramente all'azione - partendo per un viaggio intorno al mondo più straordinario di quanto avrebbe potuto mai sognare.

Guardatevi anche il trailer:

Walter Mitty, dopo la sua redenzione e la sua ascesa a uomo-con-la-barba-che-viaggia, viene definito da un suo nuovo amico nella maniera più adatta a definire il film: -Sembra che Indiana Jones abbia deciso di diventare il leader degli Strokes- ed effettivamente è un po' l'impressione che da anche Ben Stiller alle prese con una storia fuori dalle sue corde. Il film è un ode all'analogico contro il digitale; basta pensare al fallito tentativo di approccio che Mitty tenta, nei confronti della sua collega, grazie al sito di incontri o al semplice fatto che la sua mansione a Life è il manager dell'archivio negativi. Le critiche si sono quindi sperticate nel definire il film una stroncatura ai nuovi media e social network in favore dell'esperienza reale, dell'avvicinarsi davvero alla gente e ai luoghi dell'umanità; ma la cosa che sfugge alla critica è che, il linguaggio visivo di tutto il film, è invece quanto di più vicino alla cultura di quei media. A iniziare da una fotografia che è evidentemente figlia di istagram, desaturata quanto nell'effetto vintage sui vostri iphone, per continuare con le inquadrature a picco sulla folla in uscita dal lavoro e i titoli di testa (bellissimi) incorporati nell'immagine. E la parte più riuscita del film è proprio quest'aspetto visivo minimalista, grafico... hipster. La storia è esile, dai risultati prevedibili (non è un giallo quindi pure sticazzi), ma soprattutto un tantinello troppo smielata nel finale. Ma nel complesso ci si può stare, basta non andare al cinema convinti di vedere un film di Wes Anderson o di Edgar Wright, per non rimanere delusi dal film di Ben Stiller. Dopo tutto esce a natale ed è una favola, un'iperbole di buoni sentimenti, ci possiamo anche concedere una sospensione del nostro cinismo moderno per un paio di ore, no?

MM

p.s.
Il trailer e il materiale propagandistico sono tutte cose bellissime, beccatevi le variant del poster!








sabato 14 dicembre 2013

I Sogni Segreti di Walter Mitty


Mi piacciono le commedie romantiche. Ormai lo sapete, se seguite il mio blog, che sono un tenerone. Lunedì vado a vedere questo in anteprima e ve ne parlo, ma un po' Ben Stiller mi ha già conquistato. Mi sa che Stefano Simeone, il mio coinquilino dall'animo hipster, mi ha contagiato!


P.S.
Poi qualcuno mi spiega perché non hanno tradotto letteralmente il titolo originale: The secret Life of Walter Mitty...

MM

domenica 7 luglio 2013

Pacific Rim [La Recensione]





Mercoledì ho visto Pacific Rim in anteprima, giovedì avevo la febbre a quaranta e la gola arrossata. Penso che le due cose siano in relazione. Penso che a forza di emettere urletti da scolaretta di 15 anni davanti al film mi sia irritato la gola, ma ne è valsa la pena. Ne è valsa la pena perché Pacific Rim è il più bel film che io abbia mai visto al cinema.

Qualche giorno prima che vedessi Pacific Rim, mio fratello mi ha chiamato perché stava al videonoleggio (sì lo so, è rimasto solo lui al mondo ad andare al videonoleggio) e voleva sapere se c'era qualche film uscito da poco che fosse DAVVERO FICO. Devo ammettere che ho titubato un po', infatti è un da tempo che tutti i film che sembrano DAVVERO FICHI, poi si rivelano avere solo trailer montati da dei veri geni del male. La Hollywood della crisi ci ha abituato a mega-produzioni che poi in realtà hanno budget molto contenuti e a storie con buchi di trama che neanche il groviera più stagionato. Quindi la mia risposta a mio fratello è stata: - Hai visto The Raid?-. 
Fino ad ora l'unico film della nostra generazione ad aver fatto davvero epoca è un film tailandese, non proprio una grande vittoria per la grande Hollywood.


Dall'11 luglio però arriva nelle sale Pacific Rim e la musica cambia decisamente. Guillermo del Toro, dopo una miriade di produzioni sfigate, bei film con brutti incassi (vedi Hell Boy), la rinuncia a lo Hobbit (che scommetto che è stato perché anche a lui Radagast faceva cagare), finalmente il pacioso e ciccioso Guillermo, riesce a sfornare un film definitivo.

Chiunque abbia seguito la carriera di Del Toro sapeva che era una cosa nell'aria. Del Toro è uno di quei registi che si porta sempre appresso un fortissimo bagaglio visivo, un immaginario e un'estetica fortemente identificativi. Potrei citarvi come suoi pari in questo,Tim Burton (se ultimamente non avesse sfornato solo cose inguardabili) o ancora meglio Terry Gilliam. Avevo paura che Del Toro finisse proprio come Gilliam, che gli mancasse la sua occasione e invece poi è arrivato Pacific Rim...


Partiamo dalla cosa che tutti volete sentirvi dire. I combattimenti tra mostri giganti e robot sono favolosi. Gli Jaeger non sono robe di latta indefinite, ma hanno tutti un design davvero accattivante... accattivante tipo che ora voglio qualunque gadget/action figure/tovagliolo con loro stampati sopra! Guillermo del Toro inoltre sembra aver fatto una cura zen al montaggio ossessivo dei Trasformers di Bay, averlo poi incrociato geneticamente con il miglior rallenty di Snyder e aver correttamente innestato su questo super-figlio la sua consolidata estetica. Il tutto con una scala di grandiosità fuori dal normale, distruzioni che neanche se avessero fatto davvero a pezzi Tokyo, una scena di combattimento (a Tokyo appunto) che dura una mezz'ora almeno e che è un simile crescendo di mazzate con un ritmo martellante che, alla fine della galoppata, ci si trova aggrappati con le unghie alla poltroncina del cinema. O a strillare come ragazzine se non avete nessun amor proprio. L'ultimo aspetto e forse il più interessante della parte visiva di Pacific Rim è nell'uso di colori, infatti i trailer che si vedono in giro non rendono giustizia ai colori saturi della pellicola, alle scelte cromatiche che lo stesso Guillermo del Toro paragona a quelle di Corben in Heavy Metal. Viola come se piovesse e gialli saturatissimi. Pacific Rim è davvero uno spettacolo per gli occhi, uno di quei film che grida ad ogni scena cinema, una di quelle pellicole che, viste nel salone di casa, non sono pi la stessa cosa. Ed è giusto. Non so voi ma mi sarei anche rotto degli home-video passati al cinema. Se hai uno schermo alto sei metri dovresti usarlo tutto e del Toro lo fa benissimo.

Altra nota positiva è un 3D funzionale, ben dosato che aggiunge alle scene di lotta gran profondità e non penalizza la grande brillantezza dei colori.


Per quanto riguarda la storia vorrei evitarvi inutili spoiler, ma non è neanche una robetta scritta su un fazzolettino di carta, i pezzi combaciano tutti: non ci si spertica in spiegazioni lunghe e noiose che ti fanno venir voglia di gridare Lindelof a morte! Ci sono un paio di colpi di scena davvero sorprendenti che non ti fanno venire in mente il peggiore Shamalayan e i predicozzi morali stanno davvero a zero, quindi niente ciccia manco per Goyer. I piloti degli Jaeger, i robottoni spaccaculi che difendono la terra, sono eroi, di quelli di una volta, che gli basta un fratello morto e una famiglia da vendicare per menare cazzotti, niente sviolinate sentimentali.


Il comparto attori vanta la performance da oscar della goduria di Idris Elba, che quando fa la voce grossa fa venir voglia di scendere in strada a difendere il mondo anche tu. C'è naturalmente Ron Perlman, che gigioneggia nei panni del re del mercato nero dei pezzi di mostri con denti e scarpe placcati in oro. Ci sono Charlie Day (It's always sunny in Philadelphia) e Burn Gorman che fanno una coppia di scienziati totalmente pazzi. E infine la coppia ufficiale di protagonisti con Rinko Kikuchi che sinceramente se la sostituiscono con una sagoma di cartone non se ne accorgeva nessuno e un Charlie Hunnam che invece è tipo il prototipo dell'eroe ameriggano, che dopo averlo visto in Pacific Rim gli affideresti il ruolo di Cap al posto di bietolone Chris Evans... e riesce ad esserlo anche dopo essere stato per sei lunghe stagioni il ragazzaccio di Sons of Anarchy!

Naturalmente i veri protagonisti però rimangono i robot, gli Jaeger. Ho già iniziato a litigare con i miei amici fan boy del robottone di razza ariana giapponese... cercate di guardare oltre, assomigliano ai vostri robot preferiti, ma sono fatti da una produzione a stelle e strisce, fate pace con voi stessi, ci sono arrivati prima loro, come alla corsa alla conquista della Luna... pensatela così, se ci arrivavano prima i francesi avremmo avuto dei Robot intimisti e riflessivi invece di dei coattoni che si menano come fabbri.

Tutto questo anche perché a me poco interessa da dove arrivi questo gioiellino di Pacific Rim, fino a quando rimane la cosa più bella che io abbia mai visto al cinema.

MM

(Piccola avviso: ho più o meno 39 e mezzo di febbre mentre scrivo, potrei essere un pochino confuso, perdonate la prosa delirante se potete!)

[EDIT CON 37 e 8 di febbre (che ormai è nulla)]
Ho letto la recensione di Roberto Recchioni e vorrei specificare una cosa: per la nostra generazione Pacific Rim è la prima occasione di creare da zero una proprietà intellettuale, qualcosa che non sia un derivativo da film che i nostri padri, o amici più grandi, ci rimproverano di non aver visto al cinema. Saremo finalmente partecipi di qualcosa di epocale, come quello che è successo con Matrix... certo se poi non avessero rovinato tutto con i seguiti.

p.p.s
Comunque a leggere la lista di film visti al cinema da Rob ho rosicato ugualmente un sacco...

domenica 9 giugno 2013

Pacific Niconico



Nicoletta è una mia coinquilina ed è anche una disegnatrice di grandissimo talento, l'altro ieri siamo andati a vedere l'anteprima di Pacific Rim insieme e sembra proprio sia piaciuto un sacco anche a lei!

MM

venerdì 7 giugno 2013

Pacific Rim [Preview]


Oggi ho visto il futuro, ho visto 15 minuti del film che segnerà la nostra generazione.
Pacifc Rim è esattamente il contrario di quei film, grandissimi nel trailer, che poi si rivelano delle robette al cinema. Colori incredibili, una potenza visiva senza precedenti e un design più pulito di quanto avresti detto dai trailer.
Avevate dei dubbi: ricacciateli a calci in culo da dove sono venuti, non avete ancora mai visto nulla del genere su grande schermo. Del Toro ha preso quel che c'era di buono in Transformers e gli ha dato vita e coerenza. Le coreografie di lotta sono girate con attenzione, mostrando tutto, non si bara, non si sfoca per risparmiare.
I robot poi, sono belli, belli, belli, belli. Belli da: quando cazzo esce il merchandising che voglio l'action figure in scala 1 a 1!
E i mostri forse sono anche più convincenti, spaventosi, alieni, eppure terribilmente reali.
Mostri contro Robot, ma di che cazzo stiamo parlando.
Ah e poi c'è il protagonista che chiama i colpi gridandoli e ti scopri a urlare come un ragazzino insieme a lui: -ELBOW ROCKEEEET!!!-
C'è tutto quello che volevamo e anche di più, non riesco neanche a essere troppo lucido mentre scrivo, ma una cosa ve la dico; è tutto grande, grandissimo, enorme, grandioso.
Non vedo l'ora che arrivi, non vedo l'ora di andarlo a vedere per la quinta volta, ci voglio portare mio fratello, la mia ragazza, mia madre, mio padre. Già me lo vedo mio padre che fa: - E' di nuovo quel giorno in cui ho visto Guerre Stelari la prima volta.- ce lo vedo a confessare, per la prima volta, che finalmente il cinema ha tirato fuori qualcosa che può far concorrenza, o meglio affiancarsi senza complessi, a quello che faceva il cinema ai tempi suoi.
Dio manca troppo all'uscita!

MM

P.S.
Abbiamo visto una piccola parte del combattimento a Hong Kong, cinque minuti di legnate che levati e, un buffo omino con gli occhialetti che parlava un inglese cantilenato da spagnolo, ci ha avvertito che quella scena nel film dura 25 minuti. Guillermo del Toro sei il mio nuovo Dio... Dio manca troppo all'uscita!

lunedì 22 aprile 2013

Evil Dead [La Casa remake]


Da ragazzino non ho mai visto film horror. Mio padre trovava fosse normale farmi leggere i romanzi di Elmore Leonard e Joe R. Lansdale, ma era convinto che gli horror mi avrebbero impressionato. Da questo contocircuito educativo deriva la mia fascinazione/repulsione per l'horror. Al cinema sono praticamente una scream queen, a casa li guardo con tutte le luci accese e poi dormo abbracciato alla spada laser (notoriamente il miglior modo di difendersi da un assalitore notturno).


Detto questo capirete che, il mio giudizio sul remake della casa, sarà leggermente influenzato dal mio terrore infantile difronte a sangue, innalzamento del volume della musica nelle scene di tensione, amputazioni varie e gli inevitabili ritorni del mostro/killer di turno. Io sono il sogno bagnato di un regista di film horror.



Certo c'è da dire che Fede Alvarez ne mette in campo parecchi di trucchi per far vacillare il mio dubbio coraggio, nell'ordine assistiamo a:

1- Femmina che vomita sangue in faccia a un'altra femmina.
2- Femmina che si cuoce viva sotto la doccia bollente.
3- Femmina che si deturpa il viso con una scheggia di vetro.
 4- Accoltellamento con una siringa.
5- Suddetta siringa estratta da una palpebra.

6- Femina che si taglia in due la lingua con un taglierino.


Più varie altre amenità che tanto farebbe piacere infilare tra le diopositive del viaggio in India che vi propinano gli zii a ogni festa comandata (sì in famiglia da me ancora usano le diopositive).

L'anno scorso è uscito un film drammaticamente geniale scritto da Whedon che si intitolava Quella Casa nel bosco. Il film sostanzialmente metteva sul tavolo operatorio il genere horror e lo vivisezionava che manco con l'alieno di Roswell ci erano andati tanto pesante. Da quel momento avevo paura che la paura del genere mi avrebbe abbandonato... beh grazie a Fede Alvarez, non ho più paura di non avere paura. Il remake de La Casa dimostra che si possono ancora portare al cinema film duri e crudi, conditi da litrate di sangue e senza neanche mezzo occhiolino al pubblico in sala.


Grazie Fede, tormenterai i miei sogni per molte notti.

P.S.
Alla fine del film c'è un cammeo di Campbell. Alla fine del film sono uscito il più in fretta possibile dalla sala, che mi tremavano le mani. Ergo mi sono perso l'apparizione di Bruce. Non fate il mio stesso errore.

MM

mercoledì 10 aprile 2013

La casa in anteprima il 18 aprile




Mi hanno invitato all'anteprima de La Casa, remake di Fede Alvarez del noto film di Raimi, il terzo papà di Spider-man dopo Steve Ditko e Stan Lee.
Ora è da un po' che non vedo l'originale La Casa, quindi mi tocca rivedere la triologia e a voi mi sa che vi toccano i commenti da bar sport del dopopartita.

Detto questo, per chi si chiedesse dove sono finito tutto questo tempo: potete trovare la risposta a questo LINK.

Sto lavorando in maniera intensiva per la Villain, ma non mi dimentico di voi ultra-fan del blog e vi dico che intanto il 17 vi aspetta e MI aspetta la recensione di Lord of Salem di Rob Zombie e ci sarà davvero poco da ridere!

MM

mercoledì 19 dicembre 2012

The Master aka l'eccezione



Premessa: sono rimasto senza internet per un po'  (per la precisione me l'hanno proprio staccato)  e non ho potuto postare nessun pezzo, nè far partire la rubrica di romantiche smancerie.
Mi sono fatto crescere la barba (quel poco che cresce) e ho odiato ogni minuto senza internet, ma tranquilli la mia sanità mentale non ne ha patito (più di tanto).

Certo, ora che però vi dico che vado a vedere The Master in anteprima, che è un film in cui: Non si menano più di tanto, non ci sono alieni nè/o zombi e in cui nessuno indossa una maschera, penserete cheil cervello me lo sono fritto eccome.
Invece no, anche io ogni tanto vedo i film "seri" (come se lo Hobbit non fosse un film serissimo).

Ho amato Sydney, Ubriaco d'amore, Magnolia e (infinitaente di più degli altri) il Petroliere. Sono anche curioso di vedere, dopo Daniel Day Lewis, come se la cava Paul Anderson alle prese con un altro attorone come Seymour Hoffman. Uno che non sembra essere proprio un tipetto facile.

Vedremo.
La critica ne sta parlando un gran bene. Certo nel trailer ci sono delle navi da guerra che non cannoneggiano la costa... artiglieria sprecata. 


MM

martedì 2 ottobre 2012

Ted l'anteprima


Oggi vado a vedere l'anterprima di Ted, in missione per conto di Di... di Asso, cioè di Roberto Recchioni.
Voi nel frattempo beccatevi il trailer.
 Ho un solo dubbio.
Mark Whalberg in una commedia? E non può imbruttire a nessuno!?


MM


mercoledì 9 maggio 2012

Chronicle


Oggi esce anche in Italia Chronicle, io che sono molto fico e mi imbuco alle prime, l'ho già visto un sacco di tempo fa. Trovate la recensione QUI.

domenica 12 febbraio 2012

DREDD 2012

il grugno di Sly non si batte... lo stai facendo sbagliato.


Potrà Eomer battere Sly?
Non lo sappiamo, ma temiamo di no.

Sta di fatto che a Settembre uscirà il reboot di Dredd. Ancora nessun traile ufficiale tranne questa clip sulla post-produzione.

Manca ancora tanto, ma a noi piace far crescere la scimmia pia piano!





Secondo me il biondino perde in partenza... vedremo


Faccia da pirla... 

Faccia "te rompo er culo"




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