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sabato 2 marzo 2013

Batman Death of the Family


[Attenzione Spoiler a profusione e impossibilità di rileggere quel che scrivo, alta possibilità di refusi... vi voglio bene e credo in voi però]

Sono stato in altri affari affancendato, ma mica ho smesso di leggere, quindi beccatevi sta recensione lampo e fatemi tornare agli affari che mi affaccendano.



E' finita la seconda run su Batman, sempre Snyder e Capullo al timone. Come prima osservazione vorrei far notare come sia decisamente più piacevole leggere una serie che mantiene il team creativo per più di dieci tavole. Negli ultimi anni Marvel e Dc ci hanno bombardato di produzioni in cui non facevi a tempo ad affezionarti al look del tuo eroe, al tratto di un disegnatore, che ti sfilavano via da sotto i piedi le tue certezze, come il trucco della tovaglia, ma fatto male. Secondo il mio parere, quindi quello di uno scemo, prendetelo per quel che è, il lavoro di Morrison su Batman è stato massacrato anche dal continuo cambio di disegnatori (e dal fatto che ogni tanto quando si tratta di Morrison non so se sono io troppo scemo o effettivamente è lui che complica un po' troppo le cose).
Snyder e Capullo invece procedono come treni, creando, subito dopo The court of Owls, un secondo ciclo ancora più imponente del primo. C'è Joker, un Joker più pazzo del solito se è possibile, un Joker violento e risoluto nella sua follia. Il toto scommesse su chi dei gregari di Batman dovesse morire, è partito da subito, le mie puntate erano tutte sul figlioletto di Bruce, a seccarlo invece ci ha pensato, in una run meravigliosa che mi ha riappacificato con l'autore santone, ci ha pensato Morrison in Batman inc. numero 8 un paio di settimane dopo. La risposta a chi invece dovesse morire nel ciclo di Snyder, è decisamente complessa e, proprio in questo sta la grandezza di Death of the Family. Non è un membro della squadra a morire, è l'idea stessa di famiglia, di gruppo a cessare alla fine del ciclo. Joker, come nella tradizione delle sua migliori storie, attacca Batman dove fa più male. Non ha nessuna intenzione di ucciderlo, mina le sue sicurezze, lo porta con se nella tana del bianconiglio, lo mette difronte alle sue paure e alle sue debolezze e, anche quando finalmente Wayne riesce a salvarsi da una situazione che sembra senza uscita, anche quando il Joker sembra sconfitto, riesce comunque a avvelenare il rapporto che Batman ha con la sua Famiglia. In un colpo di scena magistrale, quando ormai sembra tutto finito, Batman chiama a se i suoi gregari per tirare le somme dell'apparente vittoria e nessuno risponde alla sua chiamata. Nessuno si fida più del pipistrello, vincitore nei fatti, ma distrutto nel suo intimo, ed è un colpo che fa male più di qualunque ferita, un colpo che piomba il difensore di Gotham in una solitudine forzata, proprio quando aveva iniziato a tessere la sua rete di sicurezza, proprio grazie alla sua strana e disfunzionale famiglia. E' il regalo malato del Joker, un modo per fortificarlo dopo, parole del pagliaccio -Essersi fatto mettere in scacco da un gruppo di pennuti- lui è tornato quel pazzo sadico che era una volta, ora vuole riportare il suo eterno antagonista alle sue origini...



Se non state ancora leggendo il Batman di Snyder vi consiglio vivamente di rinsavire, vi state perdendo la Storia del pipistrello. Non vedo l'ora esca il prossimo numero e devo dire che era una sensazione che mi mancava da un po', la febbricitante attesa di una nuova storia ambientata a Gotham.

MM 

giovedì 3 gennaio 2013

Previously on Earth: Quello che potreste esservi persi lo scorso anno Parte2 [I, Vampire]

I, Vampire

L'anno passato è stato decisamente l'anno DC. I New 52 hanno riportato ad alti livelli testate come Batman, Swap Thing, Aquaman, Green Lantern (che era bello già prima), Action Comics, Batman Incorporeted, la Justice League...

In mezzo a tutti questi rilanci di alto profilo sono spuntate fuori anche nuove testate, una in particolare non l'avrei mai comprata se non mi avessero letteralmente assillato un paio di lettori di questo blog: I, Vampire.

Nel 2012 arriva al cinema il gran finale della saga di Twilight e le ragazzine di tutto il mondo gioiscono scoprendo che anche i Vampiri devono sposarsi prima di farlo e che appena fai sesso rimani incinta. Io e i miei amici gioiamo perchè magari è finita l'era del vampiro checca e può iniziare quella dello zombi-trans o del mannaro-vegano. Mentre le le ragazzine di tutto il mondo, gioiscono e noi pure, la DC decide di mettersi nella scia della vampirofilia con una testata dedicata che, a giudicare dalla prima copertina, sarà una boiata con i vampiri che se amano.

E invece no.
O meglio, sì.
Cioè è complicato.
I, Vampire inizia effettivamente con due vampiri che si amano.
Solo che poi la lei della coppia , Mary, invece di essere una bimbetta con la faccia da adorabile rimastina (ti amo Bella) è una fautrice della superiorità dei vampiri sull'uomo. E non tipo: -Stiamo nell'ombra a fare i Glem e diciamo quanto sono fessi gli umani, ma poi niente, non se vede manco mezzo omicidio- Qui il fumetto inizia con una vera e propria strage, Mary, ha deciso di ribaltare gli equilibri umani/vampiri e di farlo con le cattive.

Visto che ti amo ho sterminato mezza Chicago.

Invece, il lui della coppia, Andrew Bennet, è un bel tenebroso con la ciocca di capelli bianca e una vita secolare alle spalle. Ha vinto la fame di sangue, si ciba di animali e vede il vampirismo come una gravosa maledizione. Una volta che l'ammore della sua vita lo tradisce decide di mettere su una squadra e andare a caccia.
Ciao, sono Bennet e sono un eroe romantico...

...ma poi se mi fai rodere il chiccherone te rompo er culo!

Nulla di eccezionalmente nuovo, ma molto ben fatto e soprattutto segna il ritorno nel mondo dei vampiri di cose vecchie, che ho sempre trovato una mancanza ingiustificabile: i vampiri si trasformano in nebbia e hanno la forma di lupo e di pipistrello... e una da mannaro! (cooool, cool, cool, cool)

Ciao, sono un mannaro col cappellino da camionista!

I paginoni doppi disegnati da Andrea Sorrentino, sono da sturbo e c'è una doppia splash praticamente ogni due pagine (il paradiso del mio amico Cirincione).
Per ora ho letto solo i primi otto numeri e la storia è semplice, ma con un buon ritmo, al sette succede una cosa che CHECCOSA?!, sembra che lo sceneggiatore, Fialkov, abbia deciso di punto in bianco di dare una gran svolta narrativa... vi faccio sapere. Intanto sui siti ammerigani dicono che più va avanti la serie meglio è.

Mi sembra quasi un sogno, siamo passati da Twilight-merda a "più di un bel fumetto sui vampiri" (non vi dimenticate di Snyder e di American Vampire eh!).

Per concludere, giusto una parola sulle comparsate di altri eroi DC. Per ora ho visto Costantine (giusto un attimo per far salire la scimmia, ma sembra che torni) e Batman. Trovo davvero divertente il modo in cui la rivolta dei vampiri sia inserita perfettamente nel contesto supereroistico e tra l'altro le battutine che ci ricava Fialkov sono un vero spasso!



MM

martedì 5 giugno 2012

Arrow, la serie tv di Freccia Verde



Ho recentemento letto l'intervista che IGN ha fatto a quel bisteccone di Stephen Amell, al secolo il Green Arrow della nuova serie CW.
Da questa intervista affiora il forte sospetto che Arrow sarà una mezza ciofeca. Ora, se non conoscete il personaggio della DC, siete delle persone brutte che non leggono i fumetti di Kevin Smith. Quindi ci permettiamo di consigliarvi la lettura del megatomo uscito per la planeta (ci stanno un sacco di errori di traduzione non temete).

Il Freccia verde di Smith arrivò in top ten!
Comunque per i meno nerd fra noi, oggi cerco di essere magnanimo e accomodante. Green Arrow è un miliardario che combatte il crimine armato di arco e recce. Tante frecce con la punta che cambia sempre, tra cui anche quella con la Kryptonite in cima che Superman ancora se la ricorda.

Il personaggio come avrete capito è abbastanza difficile da scrivere, perché alla fine si tratta di far diventare un supereroe Robin Hood e rendere credibile la cosa. Kevin Smith, nel suo Quiver, manco ci ha provato e ha fatto centro meglio di Guglielmo Tell, invece alla CW sono annebbiati dal fenomeno Batman di Nolan e hanno deciso un altro approccio.


Infatti il bisteccone di cui sopra, ha dichiarato che il suo sarà un personaggio realistico e che i suoi non saranno nemici dotati di superpoteri, ansi che proprio nella serie non ci sarà nessun superpotere.

Ok.

Quindi Arrow è la storia di un uomo comune che decide di combattere il crimine con un arco in un mondo e in una città totalmente realistica.

No grande idea eh, una figata.
Un estratto del classico REALISMO che contraddistingue il personaggio.




MM






lunedì 14 maggio 2012

Reboot Dc



Vi riciclo le mie impressioni sul reboot DC, continuo a comprare le uscite su ipad da quando è iniziato e nel complesso posso spoilerarvi che i titoli da seguire sono: Aquaman, Batman, Flash e Swamp Thing.

Ecco gli articoli:

Primo

Secondo (con speciale Snyder)

Terzo 

MM

mercoledì 7 dicembre 2011

Dc New 52 (L'uomo più veloce del mondo e quello che puzza di pesce)

Ho preso questo reboot della DC come un'occasione per leggere anche le testate a cui non mi ero mai avvicinato, in particolare mi preme parlarvi di due personaggi, Flash e Aquaman.

Aquaman #1-#2-#3
Sono stato una persona cattiva a definire Aquaman "quello che puzza di pesce", ma effettivamente siamo abituati a pensare a lui come a una specie di supereroe sfigato e un po' marginale, della serie: -Mi spiace Acquaman, ma non puoi venire neanche questa volta con la Justice League, i cattivi hanno attaccato un'altra volta in montagna!-. Jeff Johns invece non è cattivo come me e si mette alle redini della testata dando ad Aquaman un ruolo da peso massimo nel panorama della DC. I suoi poteri, oltre a respirare sott'acqua (cosa che fanno benissimo anche superman e metà degli altri personaggi DC...l'altra metà usa il boccaglio) ora il principe di Atlantide è in possesso della superforza, di una favolosa resistenza, e della capacità di fare salti belli alti, insomma ha dei poteri decenti. Johns forse con questa nuova run di Aquaman riuscirà a ridare (ne ha mai avuto?) lustro a uno dei personaggi con i costumi più fighi della DC e la sua ricetta sono: tante botte, profondità marine inquietanti e infestate di mostri, il tutto tenuto assieme da una nerd-ironia senza pari. La cosa che ho subito notato, e che potete notare anche voi guardando qui a sinistra, sono le copertine: l'acqua in cui si immerge Aquaman è nera, proprio come l'atmosfera di questi primi tre numeri in cui i cattivoni di turno sono una strana razza di pesci carnivori. Forse sono io che sono sempre stato molto impressionabile (Lo Squalo l'ho visto la prima volta che avevo già la patente), ma mi sembra che Johns abbia colpito nel segno toccando le corde della nostra naturale paura per l'abisso.



Flash #1-#2-#3
Se Aquaman proprio non lo conoscevo, almeno con Flash avevo come pietra angolare della mia critica il telefilm anni novanta e la "stagione" di Jeff Johns sulla serie regolare. Flash ha la tuta Rossa, i fulmini sopra le orecchie e in fondo in fondo è uno che va molto veloce (sò un'esperto del personaggio). Negli anni i poteri del fulmine rosso sono aumentati, la velocità gli dava la capacità di attraversare i muri, di muoversi fra gli universi e di arrivare a casa in tempo per non perdersi neanche una puntata di Lost. La mostruosità dei suoi poteri ha permesso la creazione di una miriade infinita di storie, ma forse ha anche rotto il giocattolo (un po' come succede per superman). Troppo potere=responsabilità incomprensibili al lettore.
Il reboot della DC fa un buon lavoro sul corridore scarlatto, mettendo in piedi una storia leggera, divertente e disegnata in maniera eccezionale, con soluzioni grafiche che mi hanno davvero stupito. Bucellato colora anche le sue tavole e si vede, il colore non riempe solo gli spazi bianchi, ma diventa parte integrante del disegno, regalandoci delle atmosfere molto apple... non so perché l'ho scritto, ma è effettivamente la prima cosa che mi è venuta in mente guardando il lavoro di Buccellato, elgante e cool. Per quanto riguarda invece la sceneggiatura di Manpul è davvero geniale l'idea che il cervello di Flash non riesca ad andare veloce quanto le sue gambe e che quindi la velocità del suo pensiero sia il suo limite più grande. La cosa si evolve, accelerando i suoi pensieri Flash può "prevedere" quello che accadrà e agire sulla catena di eventi che sta per sucedersi davanti ai suoi occhi. Insomma Flash è rimasto molto nerd e la cosa mi piace!







MM


domenica 27 novembre 2011

Dc New 52 (terza parte)

Batman #3
Il dinamico duo Snyder-Capullo, continua ad incantarmi. La terza puntata della saga è più riflessiva, meno botte e, finalmente, il pipistrello torna a indagare. Sotto Morris sicuramente Batman ha guadagnato molto (tra cui un figlio), ma Snyder conosce il vecchio Bruce e fa rivivere il detective che è in lui. Batty è sempre sulle tracce della Court of Owls, e quando annusa una pista il cavaliere oscuro non molla. Capullo gestisce bene un'altra volta le vedute di Gotham e Batman in costume, il mio unico dubbio le fattezze di Bruce senza maschera, il mio cuore invece batte forte per il design dei Gufi, le loro armature stempunk e i loro covi segreti. Batman è decisamente il fumetto che mi fa continuare ad andare avanti con i New 52.

lunedì 21 novembre 2011

Young Justice, ci sono ancora i cartoni di una volta?


Da piccolo vedevo un sacco di cartoni animati, non penso sia una mia particolarità, lo facevamo tutti. Ultimamente però, come succede nelle serate in cui hai poco da fare, insieme a degli amici ci siamo messi a elencare i cartoni che abbiamo davvero amato da piccoli, abbiamo incluso nella classifica solo le serie che potremmo rivedere anche oggi.
(Il campione è formato esclusivamente da nerd di razza pura, la seguente top five, non ha quindi alcun valore commerciale)
  1. Gargoyles, il risveglio degli eroi. Ne ho rivista qualche puntata su youtube, non so se legalmente o meno, ma si trovano tutte. Mi sono impressionato di quanto riescano ancora a piacermi, in particolare la prima puntata doppia è straordinaria. 
  2. Ken il Guerriero. Visto di straforo perchè sennò mia madre mi spegneva il televisore. Era emozionante e la proibizione dei miei non faceva altro che aumentare il mio amore per il messiah postapocalittico.
  3. Batman. La serie scritta da Paul Dini è probabilmente la cosa migliore uscita da Batman, mi spingo a dire anche meglio dei film di Burton. Ha fatto parte del mio apprendistato nerd, mi ha terrorizzato e incantato... ultimamente ho comprato la serie in dvd, a questo proposito avverto amazon che se il pacco non arriva la prossima settimana la mia ira si rivesrserà su tutti loro.
  4. L'uomo ragno. A braccetto con Batman è stato uno dei capisaldi della mia gioventù e ancora oggi conservo la cassetta con i primi due episodi trovata nel cesto del giornalaio sotto casa.
  5. Conan il ragazzo del futuro. Forse la miglior trama orizzontale che abbia mai visto in un cartone animato, Miyazaki al suo meglio e un protagonista in grado di  creare un legame empatico con lo spettatore fortissimo, ok lo ammetto vuol dire che da piccolo piangevo quando lo vedevo... e va bene piangevo anche ieri quando rivedevo la prima puntata.
La lista continuerebbe, ma la verità è che volevo elencare le vecchie glorie solo per dire che la DC dopo molti hanni ha messo a segno una nuova serie. Young Justice è la trasposizione di Teen Titans in una versione leggermente più adulta. Insomma le sidekicks degli eroi formano una squadra che agisce per lo più in incognito, sotto la direzione di un supereroe "senior" a rotazione.

Gli sceneggiatori sono stati bravissimi a gestire il rapporto tra i membri della squadra, dando ad ognuno il proprio ruolo all'interno del gruppo e riuscendo a approfondire il carattere di ognuno rendendo apprezzabile dal più vasto pubblico possibile.
La giovane Justice League non fa un errore classico dei cartoni moderni, cioè trattare i bambini come adulti scemi. E con questo spirito che le puntate hanno una trama orizzontale che le attraversa, i membri della squadra si accoppiano (metaforicamente parlando) tra di loro come fossero puledri nella stagione degli amori e, essendo giovini e inesperti, si ritrovano a dover affrontare, oltre ai super villain, i problemi classici della loro età. Le animazioni sono davvero notevoli, la DC da questo punto di vista ci sta abituando bene, presto vi parlerò dei bellissimi Batman Year One e Justice league: Crisis on two earths, vi assicuro che ci ritroveremo tutti a fare wooow ma allora anche i non-giappo possono fare bei film animati .
La serie animata young Justice mi ha davvero colpito e quindi, contrariamente al solito, mi sono andato a documentare. Tutta questa stagione non è altro che l'adattamento della serie scritta e disegnata da Todd Dezago e Todd Nauck primo punto a favore visto che era una vera figata. Inoltre il produttore è uno che negli anni ha messo le mani su ben due prodotti che ho elencato qui su, cioè: Gargoyles e Spider-man, oltre ad aver scritto il lungometraggio animato Superman/Batman: Apocalipse.
La squadra è evidentemente solida, la prima stagione si compone di tre “volumi” per un totale di ventisei episodi (siamo al 18 per ora). Se continuerà su questi toni probabilmente si guadagnerà l'olimpo tra le serie indimenticabili, nel frattempo riesce a essere abbastanza bella da non farmi vergognare di guardare i cartoni alla mia età! 

Ah e comunque si menano anche un sacco!

MM

mercoledì 26 ottobre 2011

Dc New 52 (seconda parte) + e speciale Scott Snyder


Ho deciso che parlerò solo dei numeri che mi sono molto piaciuti, ma soprattutto vorrei esprimere tutta la mia stima per quello che sta venendo fuori come uno dei migliori sceneggiatori in forza alla DC, Scott Snyder.

Swamp Thing


 Inizio con onestà dicendo che non ho mai letto un numero di Swap Thing, neanche l'acclamatissima run di Alan Moore che gli permise l'igresso in DC. Non ho quindi metri di paragone, ma certo non si può dire che Scott Snyder non abbia saputo dare corpo al suo personaggio. Il dottor Holland è un botanico, uno scienziato, ma ha smesso di lavorare nel suo campo di specializzazione, si è ritirato. Il tutto è avvenuto dopo un violento incidente che l'ha ucciso, la natura, in particolare la palude vicino al suo laboratorio, l'ha riportato in vita e gli ha dato il potere di poter comunicare con le piante. Holland viene chiamato dal suo predecessore, il vecchio Swamp Thing, a salvare il mondo da un male antico e distruttivo, un dio del caos e della morte. Holland però ha iniziato a temere il potere del mondo vegetale che per tutta la vita ha studiato. Come lui stesso vi spiega nelle pagine dei primi due albi, la natura (intesa come regno vegetale) è violenta, violentissima, solo che la sua lentezza fa sì che l'uomo non se ne accorga. Quindi il dottore come potrà fidarsi dei suoi poteri? Quando il grande male busserà alla sua porta Holland risponderà alla chiamata? Deciderà di essere il prossimo Swamp Thing?
Lo scopriremo insieme nel numero 3 della nuova serie, intanto possiamo fare un po' di considerazioni su quanto visto finora. Snyder mette in campo una capacità di scrittura notevole e un gusto per l'oscuro e la paura notevolissimi. I suoi fumetti di sicuro non sono da bambini, ve ne accorgerete quasi subito, uccelli che cadono morti dai cieli di Metropolis, pesci in fin di vita nelle acque di Atlantis, mosche che si infilano nelle orecchie e possiedono gli uomini... niente materiale da passare alla vostra nipotina seienne (o magari sì così la smette di pensare che tutte le fate vengono da Fairytopia). Accanto a Snyder troviamo il rodatissimo Yanick Paquette che sembra già perfetto nel primo numero, ma che esplode letteralmente nel secondo. Sicuramente le sue griglie formate da rami o disegnate come gorghi di un'allucinazione devono molto al collega J.H. Williams III, ma molti pagherebbero per un simile paragone. Il fumetto per ora segue alla perfezione il Viaggio dell'eroe di Vogler e sinceramente non vedo modo migliore di scrivere il numero uno di un qualunque supereroe... spero per chi non legge in originale che la serie arrivi anche in Italia.

Batman #2
La sentenza di morte Bruce Wayne è stata emessa dal misterioso gruppo della Court of Owls (corte dei corvi). La storia inizia con Bruce che cade dall'osservatorio in cima alla Wayne Tower infrangendo la finestra panoramica. Insomma si inizia in salita e il numero non fa altro che alzare il tiro. Prima il buon batman guida una moto letteralmente dentro a un'elicottero, poi si scontra con l'emissario della Corte combattendo in aria mentre cade per venti piani: insomma una ficata (sono molto tecnico quando mi ci metto). Apparte le suggestive immagini create da quel mostro di Greg Capullo, la forza di questo Batman sta in un'ingrediente: Gotham. La Court of Owls è una leggenda della città, in questo numero l'architettura stessa della città natale di Bruce salva il suo figlio prediletto e il motivo per cui la corte ha emesso la sua sentenza su Bruce è proprio il suo piano di rinascita per Gotham. 

Dopo una facile consultazione su wikipedia e un po' di shopping compulsivo mi sono procurato gli altri numeri del pipistrello scritti da Scott (ormai pure lui è amico mio). Li ho letti, ho goduto parecchio e ho scoperto che quello di Scotty (sempre più amiconi) verso Gotham è vero e proprio amore. Ma andiamo con ordine...

 The Black Mirror #871-873
Batman, quello originale che sotto la maschera c'ha il faccione di Bruce, se ne sta all'estero a espandere il franchising del pipistrello insieme a Grant Morrison, mentre il suo vecchio Robin, Dick Grayson, in compagnia di Scotty e con la maschera di Batty, si fa un giro negli abissi di Gotham. Dopo una serie di efferati omicidi, Dick/Batman scopre una casa d'aste, The Black Mirror appunto, in cui si vendono pericolosi reperti appartenuti ai criminali di Gotham, ma pare che i cattivi di turno non prendano bene l'intromissione del ragazzo meraviglia quindi lo drogano e lo picchiano per bene... naturalmente tremenda vendetta si abbatterà su di loro. Finalmente su Batman tornano sangue e incubi, visioni disturbanti e paesaggi davvero dark. Non ho nulla contro la direzione di Morrison, ma il cavaliere oscuro era da un po' che non era tanto nero. Jock il disegnatore degli albi ha un tratto inquietante, perfetto all'occasione e sa tratteggiare la Gotham oscura che tanto piace a Scotty.




Hungry City #876-878
Alle cinque del mattino apre una delle più importanti banche di Gotham e, nell'androne, viene ritrovato il cadavere di un'orca assassina. Avete bisogno di altro per decidere di leggerlo?

Il ciclo di Snyder su batman prosegue con "My Dark Architect" e "The Face in the Glass", sempre più nero sempre più splatter.













Gates of Gotham
Una mini dedicata alla storia di Gotham, agli architetti che l'hanno progettata, a una vendetta che attraversa i secoli, ai segreti delle famiglie più potenti della città. Snyder da il meglio di sé, e rivela a pieno il suo amore per la città del pipistrello, creando la leggenda su un luogo che già di per sé lo è. Gotham è il cavaliere oscuro e fa piacere sapere che non sono l'unico a crederlo. I disegni dei cinque volumi che compongono la miniserie sono per lo più di Trevor McCarthy, che non so come mai mi ricorda moltissimo lo stile francese e che paradossalmente ho poi scoperto è il creatore del Batman Francese Nightrunner. L'accoppiata funziona e il design Steampunkoso del cattivo di turno ci piace tanto.






Ora mi sono fatto prendere dalla mia fissa per Snyder, ma vi prometto che alla prossima ci vediamo per parlare: dei primi due numeri di Aquaman, del secondo numero di Action comics, del Batman di Fincher e dell'icomprensibile Demon Knights.

MM

giovedì 20 ottobre 2011

Dc New 52 (prima parte)


Sono ormai usciti tutti i numeri uno e qualche numero due del nuovo refresh della Dc, in una serie di minirecensioni cercherò di tirare le somme dell'evento. La scelta di questo nuovo reboot è stata molto avversata per evidenti motivi dai fan più accaniti, ma in qualche modo bisognerà pur dare nuova linfa alla vendita di fumetti e la Dc ci prova, non ci riesce al 100%, ma qualcosa riesce a farla bene.
Iniziamo questa veloce disamina delle nuove uscite dividendo brutalmente tra successi e Flop.


Successo
All Star Western è stata forse l'unica vera sorpresa di questa prima infornata di numeri uno. La storia si svolge nel 1880 in una Gotham appena nata e all'inizio della sua industrializzazione. I protagonisti delle vicende, che ruotano attorno alla cattura di un criminale moooolto simile a Jack the ripper, sono un'inedita coppia, Amadeus Arkham, fondatore della famosa prigione-manicomio, e Jonah Hex, pistolero, ex soldato sudista e dotato di poteri paranormali oltre che di un caratteraccio della peggior specie. La storia viene narrata attraverso i diari di Arkham che descrive le azioni del suo strano compagno con l'occhio analitico dello psicologo. La matrice dei due sono sicuramente Holmes e Watson, il caso è certamente una copia spudorata di Jack lo squartatore, ma nel complesso la storia fila e il cliffangher finale lascia la voglia di leggere i prossimi numeri. Infine i disegni di Morirat sono perfetti per l'ambientazione scelta per la serie e vengono aiutati certamente dalle colorazioni spente di Gabriel Bautista.


Flop
Lo dico chiaro, quello della Justice League, a dispetto dei dati di vendita esorbitanti (comparati alla povertà del mercato), è stato un vero Flop dal punto di vista della validità del prodotto. I disegni di Jim Lee sono belli, ma non si discostano di una virgola dal suo stile anni 90, insomma niente sorprese. Capisco che per il rilancio della Justice League, che ormai non vendeva più nulla, si è voluto giocare sul sicuro, ma il vero problema è nella sceneggiatura. Vi assicuro che lo dico davvero con il cuore in mano, perchè sono un grandissimo fan del lavoro di Geoff Johns su Lanterna Verde e Flash. Ma il problema che affligge Il primo numero della Justice League non è solo di Johns; la scrittura dei fumetti della DC, ma anche della rivale Marvel, si è così diluita a tal punto, che il tempo di lettura dei numeri è diventato seriamente ridicolo. Ormai le storie si proiettano su archi narrativi di un minimo di 5 uscite, lasciando ogni mese il lettore con poco più di 5 minuti di intrattenimento. Forse sono vecchio io e non capisco le novità, ma vi assicuro che c'avete messo più voi a leggere la mia recensione che io a leggere Justice League.



Successo
Ero entusiasta all'idea di leggere, ma soprattutto di vedere, il nuovo primo numero di Batman, e devo dire che da questo punto di vista nulla da dire!
Greg Capullo (che adoravo in Haunt all'Image) approda alla DC confezionando un'albo dalla resa grafica eccezionale, una continua invenzione nella costruzione della tavola, accompagnata da un tratto pieno di quelle inutili liniette che tanto ci ricordano Mc Farlane quando ancora non era impazzito. Dal punto di vista della Sceneggiatura, Batman si conferma un prodotto di gran qualità. Tinte forti e scrittura matura per Scott Snyder che porta a casa il numero creando alte aspettative per il prossimo. Non si può certo negare che anche questa testata soffra di quella dilatazione nei tempi narrativi di cui parlavo anche prima, ma l'eccezionale impatto visivo e una scrittura all'altezza, fanno sì che si passi sopra alla minima quantità di storia (quella fatta di eventi) narrata in questo primo numero.





Fiducia per Grant Morrison
Ma che cazzo! Scusate, la franchezza, ma leggete anche voi il numero 1 di Action comics e sarete d'accordo con me. Il nuovo superman di Grant morrison è un ragazzetto un po' stronzo che porta i Jeans e una terrificante mantellina rossa, probabilmente rubata a cappuccetto, non vola, ma salta e... basta così, non sono per niente contrario a rinnovare i personaggi, ma il risultato sul primo numero si discosta parecchio dalle aspettative create da questa immagine. Grant Morrison gode di un alto credito a casa Monteleone, quindi gli verrà concessa l'intera run per farmi ricredere... scommetto che la pressione di questa mia affermazione non lo farà dormire la notte!







Fine della prima puntata, nel prossimo articolo vorrei parlarvi dei veri e propri outsider, iniziando magari dal fumetto fantasy con Etrigan come protagonista (l'originale era stato creato da zio Kirby) e da quello sui Vampiri (una vera paraculata).

MM