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giovedì 9 gennaio 2014

serie televisive 2014 [Gennaio parte 1] - Sherlock, Community, Intelligence

Sherlock


Con l'anno nuovo la BBC ci regala un ritorno in grande stile, Sherlock is back!
Ed è un ritorno in grande stile, con una grossa pernacchia a tutti quei supernerd (me compreso) che si stavano scervellando su come Moffat e Gratiss avrebbero giustificato lo scorso finale di stagione. Il primo episodio mette un po' troppo da parte l'investigazione concentrandosi sul grande ritorno, ma domenica scorsa si redime con una delle più belle puntate di sempre.
Ormai Cumerbatch e Freeman insieme fanno paura. Non voglio vedere nessuna feturette, intervista o approfondimento che mi riveli qualunque cosa che non sia che fanno le vacanze insieme e sono best friend forever anche nella vita reale. Aspettiamo il finale di stagione, ma per ora sono già molto soddisfatto!

Community


Ricomincia Community. Nuovo starting point, con Jeff che viene assunto come insegnante al Greendale, stessa squadra, ma senza Chavy Chase che appare però in un cameo geniale alla fine della prima puntata. Che dire... Community aveva cominciato con un paio di stagioni spettacolari, mettendo nella mischia almeno quattro personaggi su cui, da soli, potevi creare una serie. Poi è avvenuto un Reverse-Sheldon-Cooper. Lo Sheldon Cooper è quel fenomeno per cui hai una bella serie con un personaggio molto forte e finisci per mandarla in vacca rendendola troppo dipendente dal suddetto personaggio (ogni riferimento a Sheldon Cooper e a Big Bang Theory è assolutamente voluto). In Community, secondo me, è successo il contrario, tanti bei personaggi, ma nessuno sulle cui spalle caricare la serie. Nessuno a cui affidare il coinvolgimento emotivo e narrativo che è necessario per creare spettatori fedeli. Peccato, rimane comunque una serie apprezzabile, ma è come guidare un ferrari solo in prima.

Intelligence (not so much)


Ok arriviamo alle note dolenti. Quando ho letto che Josh Holloway avrebbe fatto una serie tipo Chuck, ma seria ho pensato subito a questo:


L'abbiamo visto tutti Mission Impossible 4 (tutti quelli con cui parlo ancora) e nella prima scena il Sawyer nazionale, se la cavava egregiamente nei panni della spia, quasi ce lo vedresti come spalla (spalla alta) di Tom.

Poi esce il teaser di Intelligence, che pare abbia lo stesso direttore della fotografia di Un medico in Famiglia, ma dà seguito a quella fantasia che ti eri fatto vedendo Josh saltare dal tetto sparando. E inizi a crederci contro tutto e tutti.

Sbagliato.

Intelligence è un medico in famiglia con le spie. Peccato, ricorderemo comunque Josh così, come delle bimbeminkia con le caldane.


Senza la barbetta e il capello lungo non sei nessuno Josh!


MM

P.S.

Se proprio vuoi fare una finta serie per maschi, che in realtà la tua ragazza ti fa vedere per spizzarsi Josh Holloway, almeno evita di vestirlo da sfigato...

I guanti senza dita? Il maglione all'uncinetto fatto da nonna Holloway? Ma davvero?! Not cool!

martedì 24 settembre 2013

How I met your Mother s09e01-02


E'  uscito e io ho già cominciato a versare lacrime napulitane. Sarà nuovamente come il finale di stagione di Friends, succederà di nuovo come quella volta in cui neanche le ricette fantasiose della mamma fatte con un famoso formaggio fresco che fa rima con Talbanino, riuscirono a tirarmi fuori dalla camera in cui mi ero rinchiuso.
Mi affeziono tanto ai personaggi delle serie che amo e, How I met your Mother, è decisamente una delle serie a cui sono più affezionato. La mia ragazza ha iniziato a vederlo quest'anno, quindi mi sono fatto un megaripasso che ha aumentato ancora di più il mio attaccamento emotivo a Lily, Marshall, Barney Robin e sì, anche a Ted. Nell'ultima stagione, gli sceneggiatori di HIMYM, sono riusciti in quella che pensavo fosse un'impresa impossibile: mi hanno fatto amare alla follia Ted. In tutti questi anni (NOVE!!!) sono riusciti a non far risucchiare la serie in un gorgo di egocentrismo come è stato per The Big Bang Theory e Sheldon. Sono riusciti a mantenere uno stile di scrittura e una struttura degli episodi ad un così alto livello da prendere a pesci in faccia Scrubs e le sue orribili ultime stagioni. How I met è il nuovo Friends, senza se e senza ma. E la cosa bella è che appartiene alla nostra generazione, nessuno potrà dirmi: -Ma tu non c'eri- o anche -Eri troppo piccolo per apprezzarlo davvero-.
HIMYM è roba nostra.

Per chi non ha paura degli spoiler continui pure la lettura, a chi invece piace godersi la puntata da solo, sappia che il primo episodio non ci delude neanche un po' ;)

DA QUI IN POI SPOILEEEER!

domenica 22 settembre 2013

The Legend of Korra: Seconda Stagione


Vi avevo già parlato di The Legend of Korra QUI. Per chi fosse davvero pigro e non vuole rileggere l'articoletto, riassumo dicendo che il seguito (che però fa storia a sé stante) dei The Last Air Bender, è un cartone davvero con gli attributi. Una di quelle produzioni americane che non si mettono a prendere per il culo i bambini, ma che mettono su una storia matura e ben scritta che ha, come ulteriore attrattiva, delle splendide coreografie di lotta e la creazione di un mondo vivo e palpitante.

Guarda The Legend of Korra o te meno.

Aspettavo con ansia la seconda stagione. La mia prima paura era che fosse andata perduta quella maturità di contenuti che caratterizzava la trama della prima. La scorsa settimana è andata in onda la premiere degli episodi 1 e 2 e le mie paure sono svanite come neve al sole.


Dopo una prima stagione incentrata sull'accettazione da parte di Korra del suo ruolo di Avatar e la formazione del gruppo di comprimari, questa seconda parte a cannone con due belle tematiche: la prima è evidentemente la prima è evidentemente la famiglia. Korra, come succede ad ogni adolescente prima o poi, scopre la fallibilità del padre, il maestro Tenzen riallaccia i rapporti con i fratelli e vede sotto nuova luce il rapporto di favore che il padre aveva con lui, in quanto suo unico erede airbender. Poi c'è il rapporto complicato fra il padre di Korra e il fratello, signore delle tribù del polo Nord; rapporto conflittuale che sfocia in una possibile guerra civile fra nord e sud.

Tipo che il padre di Korra è Steven Segal col collo taurino.
E infine ci sono gli spiriti. Sono gli spiriti della natura di Miyazaki, nè più nè meno, arrabbiati perché l'uomo ha dimenticato la sua natura animale e in grado di trasformarsi in dei veri mostri. Le creature hanno un design stupendo e, quando si arrabbiano, un aspetto inquietante che non ti aspetti in un cartone per bambini. 



Tutta la serie immagino ruoterà attorno a questi due temi: il rapporto con la propria famiglia e quello con la natura. Direi che funziona alla grande, che c'è tanta carne al fuoco e una professionalità, sopratutto nella scrittura, fuori dal comune. Non mi sento neanche un po' scemo a vedere un cartone su nickelodeon a 26 anni, il che è un bene, più prodotti come The Legend of Korra, vogliono dire più ragazzini che sanno distinguere una buona storia da una brutta, che cresceranno e cercheranno altre storie a livello, che non si accontenteranno di una televisione priva di contenuti. Direi che è una cosa importante allevare bene le nuove generazioni di lettori\spettatori. In questo senso mi riprometto di vedere Le Straordinarie Avventure di Jules Verne, un progetto italiano capitanato da Artibani, il mio idolo d'infanzia.

MM

sabato 21 settembre 2013

Sleepy Hollow Serie Tv


Prima puntata di Sleepy Hollow. Prima di tutto mettiamo le mani avanti: la serie Tv non centra un beneamato con l'omonimo film. Si parte dal presupposto che Ichabod Crane, sia un inglese passato con gli americani durante la rivoluzione, un soldato, ma anche un professore. Subito dopo aver spiccato la testa a un losco figuro con una maschera di cuoio in stile Hannibal Lecter, Ichabod è apparentemente morto in un ospedale da campo... apparentemente, perché il nostro bel fogliolo (sembra un po' il figlio segreto di Faramir e Aragorn) si risveglia ai giorni nostri nella cittadina di Sleepy Holow. Indovinate chi si risveglia insieme a lui? Indovinato? No, non la bella addormentata, vi state a confonde con Once Upon a Time. Si risveglia insieme al nostro Bel Faccino, il cavaliere decapitato, un uomo che è la Morte stessa in terra.


Segue carrellata di luoghi comuni sul risveglio nel futuro: cosa sono le macchine? E la Tv? E le donne ora possono diventare tenenti e indossare i pantaloni ed essere nere?
Infatti, all'insegna del prendiamo-tutto-il-pubblico-possibile, ad aiutare a dare la caccia al cavaliere decapitato ai giorni  nostri, è un detective donna e di colore. C'è anche un asiatico tranquilli.

Serve qualcuno che faccia la minoranza asiatica in un telefilm? Sono pronto!

Naturalmente dopo poco scopriamo che Sleepy Hollow è una congrega di streghe, che il cavaliere decapitato è il primo cavaliere dell'apocalisse e che la detective e il Bel Manzo sono collegati dal destino... tipo i gemelli...


Se dovessi definire la serie con una sola parola direi: CONFORTANTE. In 45 minuti non c'è un singolo colpo di scena che non sia anticipato da una chiamata una decina di minuti prima: -Sì, volevo parlare con Michele... no aspetto gli dovevo dare un'anticipazione... buon giorno signor Michele, volevamo informarla che quel cavaliere decapitato che ha scelto un cavallo bianco dalla stalla della sua prima vittima è proprio Morte, il primo dei cavalieri dell'apocalisse, non volevamo strafare e usare, chessò, Pestilenza, siamo andati a colpo sicuro con morte, che altrimenti qualcuno poteva confondersi da casa...- Una roba così.

Esclusa la prevedibilità disarmante della serie, Sleepy Hollow si fa vedere e regala addirittura dei momenti divertenti come questo:


E soprattuttamente questo...

Cavaliere con l'ascia sto cazzo, mai provato l'ebrezza del rinculo del fucile a pompa?


MM

martedì 5 marzo 2013

Vikings



Ragnar ha un sogno, diventare il lead singer di un gruppo metal... a no scusate, il sogno di Ragnar è navigare verso Ovest, non so proprio da dove mi è uscita sta storia del Metal.

Tipico pubblico dell'Hell Fest.
Se vuoi continuare a leggere st'articolo, che ti avverto sarà delirante e senza un senso compiuto, clicca su continuare a leggere qui sotto. E sì... vi facciamo più scemi di quanto siete e vi spieghiamo le cose ovvie. Clicca su clicca qui ora però e dimostra di aver capito.


giovedì 14 febbraio 2013

The Americans



The Americans è una serie ambientata durante la guerra fredda negli Stati Uniti. I protagonisti, straordinariamente, non sono degli agenti dell'FBI, bensì due agenti dormienti Russi. Una famiglia modello con due bambini, la casa in periferia e il prato del giardino davanti casa, tagliato di fresco. Sono due perfetti americani che vivono una terrificante doppia vita.
La serie è uscita su FX (Sons of Anarchy, American Horror story, Justified) a gennaio ed è stata scritta e creata da Joe Weisberg, ex agente FBI diventato professore e poi prestato alla televisione. Weinsberg aveva già lavorato in Damages e Falling Skies, ma The Americans è il suo vero e proprio debutto, un debbutto con i fuochi d'artificio.

Il primo episodio ci catapulta nella vita di Phillip e Elisabeth Jennings, i due agenti KGB. La prima missione a cui assistiamo è il rapimento di un militare russo, Timochev, che si sta per consegnare alle autorità americane. Il piano è rapirlo e rispedirlo immediatamente in Russia dove verrà giudicato. La missione però viene compromessa e i Jennings sono costretti a tenere con se Timochev nel bagagliaio della propria macchina, parcheggiata nel garage di casa, mentre, proprio alla casa affianco, si trasferisce un agente dell'FBI.
La puntata prosegue a ritmi serratissimi, facendo dimenticare il lungo minutaggio per una serie moderna (un'ora tonda) e lasciando attaccati allo schermo con il fiato sospeso fino ai titoli di coda.

La serie affronta in maniera intelligente, un periodo tanto complesso come lo è stato quello della guerra fredda. Da una parte la follia di Regan, dall'altra il modello comunista, in lento disfacimento, in mezzo i Jennings, dilaniati dalla fede verso la madrepatria e il loro dovere di soldati, e una vita sempre più "americana" alla quale sembra ormai impossibile rinunciare.

Forse è la sorpresa di questa stagione televisiva, performance attoriali solide, script interessante e regia all'altezza, aspetto di vedere i prossimi episodi, ma questa premiere mi ha davvero lasciato un buon retrogusto in bocca!

P.S.
Bell'inseguimento iniziale e molto belle anche le scene di menare!

MM

martedì 15 gennaio 2013

Serie che ricominciano: Girls seconda stagione e Californication sesta

Girls


Ho visto Girls in ritardo. L'ho vista quando la prima serie era già finita. E' strano, io di solito vedo almeno la prima puntata di tutto, poi considerando che è un telefilm HBO, è ancora più strano. Se state pensando che non l'ho vista perché è evidentemente una serie da femmine, vi sbagliate di grosso. Mi sono visto 4 stagioni di Gossip Girl, tutta O.C. e varie altre robe inguardabili compresa Sex and the City.
E' proprio a quest'ultima che spesso viene accostata Girls, ma una mia ex un po' di tempo fa mi ha dato la chiave di volta per spiegarvi la fondamentale differenza tra i due programmi: un giorno mi ha detto - Le donne di Sex and the City in realtà non sono donne,la serie è scritta da degli uomini (per lo più gay) e il risultato è che le protagoniste si comportano proprio come sofisticati gay newyorkesi.-
Girls invece è scritta, diretta e interpretata da Lena Dunham, una donna di 26 anni (mortacci tua te odio).
Il risultato è che le protagoniste di Girls sono le donne della nostra vita e che puntata dopo puntata non possiamo che innamorarci di loro, cosa che non mi è mai passata neanche per l'anticamera del cervello con le protagoniste di Sex and the City. Vedere la seconda stagione è una cosa da veri uomini.

Californication 


Sarò breve. Torna Hank moody dopo uno dei più disastrosi e sfilacciati e deboli finali di stagione di sempre. Torna e purtroppo non ha imparato la lezione. Nella prima puntata passa metà del tempo a fare l'imitazione di se stesso e scadendo nel ridicolo con la scena della bottiglia di piscio (se non l'avete vista, non fatelo).
C'è dinuovo una rockstar maledetta, ma magari no. Ci sono delle pessime battute inutilmente volgari. Non che io abbia problemi con la volgarità, ma c'è una certa differenza fra il Bukowski pop rock delle prime stagioni e il Califfo delle ultime due. Vedrò la sesta stagione, la mia regola dice che superata la terza devono essercene almeno due brutte di stagioni per lasciare la serie e visto che sono un po' autistico, mi atterro alla regola d'oro, detto questo... ridateci il vecchio Hank, o magari uno nuovo, ma mai più questo clone pacchiano, stanco e sbiadito! 

MM


domenica 30 settembre 2012

Elementary



Ci sono prodotti televisivi che, pur non brillando per originalità, hanno in se tutte le caratteristiche per il successo. Elementary fa decisamente parte di questa famiglia.
L'hanno scorso ci ha lasciati Doctor House, lo sherlock più famoso d'America. Nel frattempo tra Sherlock della BBC e i succesi al botteghino dello Sherlock Holmes di Ritchie, impazza nel mondo la mania per l'intramontabile personaggio di Sir Arthur Conan Doyle. Non poteva certo la tv americana lasciarsi passare accanto questo bel treno. E infatti non l'ha fatto: in Elementary Londra diventa New York, Watson una donna (cinese) (Lucy Liu per l'esattezza, che nella mia testa è LA cinese), i problemi di droga di Holmes legati a doppio filo con la fine di una relazione o un lutto, con quella che la trama orizzontale ci vagheggia essere una donna... un'altra.
La nuova rilettura del vecchio Sherlock è parecchio furba ed è anche per questo che sospetto funzionerà bene in tv. La furbizia sta nell'aggiungere al già perfetto mix Holmesiano l'ingrediente vitale per la longevita di una serie tv: le donne. Infatti dove il classico detective non ha mai avuto una donna (tranne la Adler che se poi ci pensate bene si vede in mezzo raccontino smozzicato) e soprattutto pare non essere in alcun modo interessato al genere.  Invece in Elementary di donne ce ne sono tante e l'unica vera novità del manage Sherlockiano pare essere proprio Lucy (i suoi geni asiatici non si tirano indietro, sembra non invecchiare di niente). La complicata storia d'amore che presto o tardi scatterà tra i due (o meglio NON scatterà) è la linfa vitale di cui si nutrirà la serie.

Ok sto facendo Scherlock Holmes, sto provando a sondare il futuro della serie, e penso anche di esserci riuscito abbastanza bene. Elementary non è un prodotto complicato, ma sa cosa dare ai suoi fan, fornendo esattamente quello che ci si aspetta senza deludere nel suo essere... Elementare.

MM

In coda:
La fotografia e la regia sono pulite e in tutto il suo comparto tecnico, comprese le prove attoriali non ci sono sbavature di rilievo. La risoluzione finale del caso è un po' tirata per i capelli, ma... 8 stagioni di Doctor House, devo aggiungere altro.

Jonny Lee Miller dopo aver visto fallire il bel Eli Stone ed essere stato surclassato da Daniel Craig nella parte di Bond, ha un'ottima occasione di rifarsi e da il massimo, grande Jonny, tifiamo per te.

Menzione d'onore agli sceneggiatori per aver chiamato la serie Elementary e non averlo fatto dire neanche una volta a Holmes. Holmes non lo dice, i veri fan lo sanno bene.

Visto che ho giocato a fare Holmes, è successo che alla fine di questo pezzo sono andato a controllare quanto le mie doti di osservatore fossero sviluppate. Elementary ha fatto un debutto da urlo con 13 milioni di spettatori e il 3.1 di rating, alle 10 di sera! So proprio forte...

How I met your mother s08e01



Iniziano e ricominciano un sacco di serie questa settimana, visto che le recensioni Ansa hanno funzionato per quella scorsa, continuerò anche oggi, con delle mini recnsioni di tutto quello che vedo.

Si inizia con un grandissimo classico, siamo ormai all'ottava stagione eppure la qualità di scrittura non sembra scemare. Il montaggio alternato di flashback, che è ormai la firma di questa serie, guida la prima puntata, che finisce con l'ennesimo cliffangher sull'identità della moglie di Ted. Lo so che molti di voi si sono rotti di aspettare, io invece no. Sapere chi è la donna con l'ombrello giallo e la chitarra, significa la fine della serie e, finché la qualità si mantiene a questi livelli, non vedo proprio perché dovrei rinunciare ai miei favolosi venti minuti di Bromedy o anche Legend...wait for it...omedy ogni martedì sera. Sono cambiati i toni, dalle prime stagioni? Sì sono cambiati, c'è più sentimentalismo, più note tristi e (pesate bene la parola) drammatiche, ma penso sia anche queto il segreto della longevità della serie.

Chi li ama li segua, Barney, Ted e il resto della banda vi aspettano come al martedì prossimo.
Stay Tuned!

MM

domenica 23 settembre 2012

Copper, Last Resort, Go On

Il mio problema quando devo fare la recensione di più di una cosa è che si moltiplicano i riassunti, e io odio fare riassunti. Quindi in questa tripla recensione farò in modo di essere più sintetico possibile, ecco a voi le recensioni ansa:


Copper: Tipo gangs of new york, ma più crime e senza Daniel Day Lewis, ma c'è lo stesso un tizio con l'occhio di vetro. Che inspiegabilemente è buono.

La serie targata BBC america mi ha lasciato freddino. La scenografia e i costumi sono ben fatti, ma la sua somiglianza con Gangs of New York ne squalifica anche queste note positive. Le intepretazioni non hanno nessun picco di eccellenza e le storie sono dei polizieschi che se erano ambientati a zagarolo nel 1960 era uguale. Tranne per la comunità irlandese. A Zagarolo nel 1960 mi sento di dire che ci fossero molti meno irlandesi che a NY nel 1860. Ok forse l'ultima informazione non era proprio vitale o rivelatrice. Comunque Copper si avvale di un team creativo notevole, con Tom Fontana alla tastiera (del computer), già autore di Oz, e Barry Levinson alla regia, che alcuni di voi privi di fantasia ricorderanno per l'oscar per Rain Man e quelli più fighi per Piramide di Paura. Le possibilità di miglioramento ci sono, ma per ora rimane una serie sulla linea di galleggiamento.

Best poster ever!

Last Resort:Tipo Allarme rosso, ma più Lost e senza Gene Hackman. Un sottomarino nucleare disobbedisce a un ordine di lancio e poi si rifugia a largo di un atollo sperduto che dichiara terra di nessuno fino a quando non capisce chi ha dato l'ordine e perché.

Un buon inizio per la serie della Fox, che ha però come suo grande difetto il taglio con l'accetta che gli autori hanno fatto sui personaggi. Capisco che dalla fox non mi posso certo aspettare i personaggi in bilico della HBO, ma che almeno gli levassero dal colletto della divisa il cartellino BUONI, CATTIVI. Anche in questo caso il comparto tecnico fa ben sperare sul seguito della serie, con Shawn Ryan in sala comandi. Per capirci quello che ha inventato The Shield. All'HBO. Ora è passato alla Fox.


Go On: Matthew Perry torna in televisione. Haola... non so come si scrive aola e nelle recensioni ansa non ho tempo di controllare su google quindi decidete voi come festeggiare. Matthew intanto ha poco di cui gioire visto che gli è morta la moglie e deve fare terapia di gruppo per rientrare a lavoro.

Lo spunto non è proprio dei più freschi e innovativi, solo quest'anno ha già il suo concorrente diretto in Anger Management con Charle Sheen. La prima puntata fila dritta, strappa qualche risata, e segna anche il grande ritorno del bambino che faceva Everybody hates Chris. Che ora però ha i baffi.

Visto che continuo a dare inutili nozioni sulle serie vi lascio, è uscito un nuovo episodio di Go On e ormai si avvicina inesorabilmente la stagione delle premier... veloce e scattante, devo essere sveglio e allerta, quest'anno voglio una novità con i controcazzi, una roba che mi faccia dimenticare che sta finendo Breaking Bad.

lunedì 17 settembre 2012

Revolution


Ho una domanda facile facile da farvi: qualcuno di voi ricorda un flop peggiore di Terranova e Falling Skies? La mia risposta è no, non ricordo roba peggio scritta, recitata, girata e realizzata in generale di questi due show dal ricco budget.
Ora, facciamo finta che voi non siate dei sagacissimi lettori di B&DV, ma dei semplici produttori televisivi e alla vostra porta arrivino degli sceneggiatori con un'idea per una megaserie con un megabudget. La serie si chiama Revolution ed è praticamente identica, nelle modalità e in parte nell'atmosfera (togliete alieni e dinosauri aggiungete blackout totale) alle sovracitate serie fallimentari.
Cosa fareste con l'idea di questi sceneggiatori?

A me viene in mente il signor Burns che sguinzaglia i cani.


Ma pare che non ci sia due senza tre e in America hanno proprio deciso di buttare i soldi nel cesso.
ed ecco a voi un'altra serie con la fotografia smarmellatissima, attori mediamente cani, poche idee, ma soprattutto con una caratteristica davvero odiosa comune a queste recenti produzioni ad alto budget: la famiglia acchiappa audience, come protagonista.
Quando lo capirete che nessuno si identifica nelle vostre cazzo di famiglie del mulino bianco?
I Soprano sono una famiglia, gli White di Breaking Bad, i Draper di Madmen! 
E poi se prorpio volete fare le serie un po' action e un po' nerd allora metteteci un cazzo di eroe!

No, non mi avete fregato facendo indossare alla protagonista femminile gli stessi colori di Lara Croft

Pare che la tv sia incapace di tirar fuori nuovi eroi maschili credibili, e con quelli femminili proprio non sa neanche dove cominciare. La verità è che la disperata ricerca dell'approvazione da tutte le fasce di audience: dal bambino al padre panzone passando per la casalinga disperata,  sta portando a una deriva da soap opera in produzioni che affrontate prendendosi qualche rischio sarebbero sicuramente un successo. Il primo rischio è ABBANDONARE LE FAMIGLIE per il ritorno di un grande eroe solitario, senza due figli, una nipote e una vecchia zia al seguito. Uno che non deve dar conto a nessuno, uno che i bambini vedrebbero con ammirazione, a cui i panzoni con la birra stretta in pugno aspirerebbero e per cui le casalinghe bagnerebbero le mutandine.
In Revolution, apparte tutte le ovvie mancanze tecniche e concettuali, manca una cosa fondamentale per il successo di una serie del genere: manca il grande eroe americano, ma siamo ancora sicuri che l'America ce lo sappia dare?

MM

p.s.
Dopo aver visto la premiere, mi spiegate, la milizia dove cazzo li ha trovati dei fucili ad avancarica? E poi mi spiegate perché invece non sono scesi al supermercato sotto casa per prendere un'auomatica?


venerdì 3 febbraio 2012

Chronicle


Ieri il blog ci ha procurato la prima anteprima con annessa conferenza stampa. Oggi a Roma nevica. Non che le due cose abbiano una seppur minima attinenza, ma oggi a Roma nevica davvero tanto.
Comunque, sorvolando sulle volontà celesti, devo dire che è stato molto interessante assistere alla prima di Chronicle, in primis perché il film era davvero molto carino, ben girato, ben scritto, ben interpretato, un saluto al mio amico Ben (una freddura visto che nevica). In secundis, mi assicurano che si può dire "in secundis", perché ho capito il motivo per il  quale la critica cinematografica italiana, a mio umilissimo parere, non ne capisce nulla del cinema dopo Scorsese, e mi sono tenuto parecchio largo. Ho frequentato per tre anni la facoltà di lettere tenendo una media decisamente alta, riuscivo a programmare le registrazioni sul mio VHS, il che fa di me un tipo sveglio, ma alcuni dei termini con cui descrivevano il film proprio non li capiti. Il problema fondamentale è che si sforzavano tanto per trovare modi di allontanare l'attenzione dalle tematiche supereroistiche del film che non si rendevano conto di quanto in realtà stessero elogiando proprio i temi più cari ai fumettisti di tutti i tempi. L'isolamento del diverso, lo scontro tra società e adolescenza/adolescente, i pericoli che si cielano dietro al potere; insomma come a dire gli X-men fatti e finiti. Se il film fosse realmente incentrato sui turbamenti adolescenziali sarebbe una palla e l'uso costante di camere a mano ne farebbe una palla girata a cazzo, invece per fortuna Chronicle parte come un teen drama alla Skins per finire con botte che fanno invidia alla maggior parte dei film Marvel. Il trucco dietro alla bellezza visiva del film sta nel far sembrare totalmente realistiche cose che siamo abituati a vedere visualizzate sullo schermo con smascherati effetti speciali.
Il film è una vera sorpresa, mi aspettavo un nuovo Troll Hunter, un Blair Witch Project in salsa Millar e invece sembra più il figlio bello di un matrimonio transoceanico fra Misfits e Cloverfied. La sensazione che avevo guardando il trailer era che fosse un film piccoletto, un film da sundance con la sceneggiatura di un colossal della Warner e che, proprio per questo, rischiasse il ridicolo nelle scene d'azione cercando di tenere basso il budget. Invece Chronicle fa una cosa strana, spende tanti soldi per sembrare amatoriale, ma solo per aumentare il realismo della messa in scena regalandoci uno strano ibrido che grida al mezzo capolavoro.
Sono sicuro che quando uscirà in italia (il 9 maggio grazie alle nostre splendide politiche di distribuzione) molti giornalisti tireranno fuori parallelismi noiosissimi che vi allontaneranno dalle sale, voi invece fate così, pensate solamente: e se potessi davvero avere i superpoteri?  E se potesse davvero esistere un film che ce lo mostri senza rovinare un bel fumetto?
Crhonicle è la vostra risposta, ogni riferimento a Kick-ass non è assolutamente involontario.




MM

martedì 8 novembre 2011

domenica 23 ottobre 2011

Grimm Preair


Sarà che le ultime serie che ho visto e che ho recensito sono davvero ad altissimo livello, ma Grimm mi ha lasciato freddino. Il soggetto è carino anche se decisamente non originale: la discendenza dei Grimm (quelli delle favole) si impegna da secoli a proteggere gli umani dai mostri che si celano fra di noi con sembianze umane. Le favole quindi sono reali, dei moniti creati come avvertimento per difenderci dal male. Nick Burkhardt è un poliziotto e, anche se ancora non lo sa, è uno degli ultmi discendenti dei Grimm. A un tratto Nick inizia a vedere il volto di alcune persone mutare in forme mostruose, un po' come quando sei fatto come una pigna e pensi che il tuo compagno di tenda in un campeggio ad Amsterdam voglia mangiarti (mi dicono che può succedere, in quel caso vi consiglio di mettere i pantaloni prima di fuggire dalla suddetta tenda gridando).Questo è il suo dono e la sua eredità, riuscire a vedere il male. A fargli da maestra la zia calva (è proprio calva e fa un po' paura) che tiene nella sua roulotte una pila di armi che neanche Swharzy in Terminator. E qui arrivano le prime note negative, infatti nella prima puntata per due volte Nick ammazza una creatura sparandogli con la pistola d'ordinanza, allora perché la zia ha il caravan pieno di armi medievali? Perché anche i mostri l'attaccano con una falce invece che con uno shotgun? Cioè capisco che la storia delle spade e delle mazze ferrate sia più d'impatto visivo, ma deve avere un senso, deve essere giustificata. Per ora  non lo è, e la cosa mi ha disturbato parecchio. E non è l'unica, mi sono lamentato giusto l'altro giorno  dei ritmi troppo lenti delle serie DC e Marvel, invece Grimm sembra un po' troppo precipitoso nel voler mettere in campo tutto e subito e il risultato è, nel peggiore dei casi, una trama scollegata e priva di ritmo, nel migliore, un montaggio grammaticalmente sbagliato. L'amico nero di Nick è completamente fuori parte, sembra goffo e impacciato e non riesce a sembrare nè la spalla comica nè il partner più anziano e esperto. La fotografia è troppo luminosa per creare la giusta atmosfera, è evidente che il prodotto è stato creato per un vasto pubblico, quindi non mi aspettavo certo le atmosfere di American Horror Story, ma in alcuni casi la messa in scena mi ha ricordato Buffy, ma senza l'alta dose di autoironia. Il problema fondamentale credo proprio sia che Grimm si prende troppo sul serio senza fare attenzione ad essere credibile e comunque il protagonista mi ricorda Superman di Superman Returns...dannato imbecille Crhistofer Reeve si rivolta ancora nella sua tomba per quell'oscenità. Ok ora faccio un profondo respiro e cerco di calmarmi. Ritornando al nostro Nick, oltre alla somiglianza con Brandon Routh, ha la colpa di non riuscire a creare empatia con lo spettatore tanto che [SPOILER ALERT] nell'ultima scena, quando sembra venga ucciso, ho tanto sperato che rimanesse a terra morto e la protagonista della serie divenisse la zia calva e inquietante.
Voto 5,00
 Un ultimo commento cattivo, nei primi 5 minuti di film sentirete e vedre: "Ipod" "Scarpe della Nike" "Iphone" detti chiari, chiari, mentre vengono mostrati difronte alla telecamera. Il product placement più sgamato che abbia visto finora.
Scusate, l'ultima cosa cattiva che devo dire è che il trailer è meglio della puntata.

MM

sabato 22 ottobre 2011

Boss la serie di Gus Van Sant


Starz scende in campo con la cavalleria. Fina ad ora l'emittente americana aveva prodotto serie come Spartacus e Camelot, sesso e violenza estremi sono i suoi marchi di fabbrica, ma con Gus Van Sant cerca una svolta più adulta. Boss è il nuovo, alla violenza fisica si sostituisce la violenza della politica esplorando i territori del potere e del compromesso, indagando sui fondamenti stessi dell'america. Tom Kane, sindaco di Chicago, scopre di avere una malattia neurodegenerativa, ma invece di rassegnare le sue dimissioni decide di nascondere la malattia e continuare a governare. Se state iniziando a provare pietà per lui smettetela subito. Kane è un politico, uno squalo, e Kelsey Grammer interpreta la parte alternando maschere diverse per ognuna delle nature del politico: è fragile quando gli viene diagnosticata la malattia, spietato con i suoi nemici, duro e esigente con i suoi collaboratori, amorevole con la figlia, paterno e rassicurante con i suoi elettori, spietato e risoluto quando deve prendere una decisione per la sua città. Grammer amministra tutti queste sfaccettature del personaggio donandoci un'interpretazione che probabilmente gli varrà l'Emmi Award.

Con Boss Gus Van Sant si aggiunge alla lunga schiera di autori cinematografici che stanno facendo la loro parte per questa nuova primavera della televisione. Spielberg ci ha provato, due volte e ho già parlato dei suoi risultati mediocri, Scorsese ha fatto centro con Boardwalk Empire aggiudicandosi l'Emmi per la regia, ma piegando un pochino le regole televisive aggiudicandosi un budget stratosferico e utilizzando tempi di narrazione cinematografici. Gus Van Sant invece accetta tutte le regole del piccolo schermo e le fonde alla perfezione con la sua regia, con le esigenze e i tempi televisivi. Particolarmente bella l'unica scena di sesso nella prima puntata, in cui si vede più del solito, ma in cui la fotografia e la regia incantano... oltre al bellissimo culo di Kathleen Robertson  che è molto più carina di quanto non mostri la sua foto su wikipedia. Altra scena degna di nota è quella in cui, dal tetto del municipio, Kane racconta a un giovane e rampante politico come uno dei sui predecessori amasse salire lì per osservare la città e i suoi quartieri. Ma oggi, nel momento in cui il sindaco sta facendo il suo discorso, il palazzo è circondato da grattacieli che lo isolano dalla città impedendogliene la vista... non penso di dover spiegare la metafora.
Voto 9,00
Probabilmente questo primo episodio è il primo mattone di un grande successo, spero che anche gli ascolti, oltre a una critica già in visibilio, diano ragione a Gus Van Sant, Boss sembra una serie del calibro di capolavori come i Sopranos, ma per ora... rimaniamo in attesa.

MM

lunedì 17 ottobre 2011

The Walking Dead Seconda Stagione

Avevamo lasciato i nostri sopravvissuti con la peggiore esplosione in after effect dai tempi del circolo di fiamme di The Expendables. Oggi a distanza di un anno e dopo il cambio di tutto il reparto di sceneggiatura, The Walking dead è tornato e la decisione dei vertici di AMC si fa già sentire in questa prima puntata. Cosa non andava nella prima stagione era più che evidente: pochi zombi.
Sul fronte carne morta devo dire che questa nuova stagione inizia davvero bene, tanti zombi, tanto sangue, e addirittura l'autopsia di un morto vivente.
La trama della puntata è semplice: i nostri eroi rimangono imbottigliati nel traffico, arriva un grosso branco di zombi e allora Rick, rinomato per le buone idee già da quando nella prima stagione decise di rinchiudersi in un carrarmato, consiglia a tutti di nascondersi sotto le macchine. La bambina cretina, Sophia, viene beccata dall'unico zombi con un po' di fiuto, si fa prendere dal panico, scappa e si perde nei boschi.
La puntata nel complesso soddisfa le aspettative senza creare particolare esaltazione, affetta soprattutto da grossi cali della tensione drammatica. Insopportabile in particolare la confessione di mezzo cast nella parrocchia che raggiungono mentre cercano Bambina-cretina. Invece va una menzione d'onore all'attore di Rick che riesce a essere fastidiosamente eroico come dovrebbe, e al cacciatore bianco armato di balestra, il mio nuovo idolo.
Ho letto l'omonimo fumetto da cui è tratto The Walking dead, l'avevo fatto molto prima che uscisse la serie e direi che posso considerarmi un mega-fan di Kirkman, quindi la domanda mi sorge spontanea... perché non seguire le vicende della serie originale?
Eliminato il problema serie-sugli-zombi-senza-zombi, The Walking dead rimane comunque affetta da una forte debolezza nella trama e da una prolissità nella scrittura dei dialoghi disarmante.
Scommetto che gli ascolti saranno alti, lo erano stati anche per la stagione precedente che avevo trovato a dir poco soporifera, ma l'olimpo delle serie televisive è ancora lontano per la creatura di AMC e considerato l'origine della storia è un vero peccato.

Voto 6,5
[Edit]
Potete trovare l'insulsa prima puntata in streaming cliccando QUI, non sono pazzo è tutto legale, AMC e molte altre reti americane rilasciano le puntate sul web a pochi giorni dalla loro uscita.

MM